PROLOCO SANT'ARPINO

Cerca nel sito

Vai ai contenuti

Menu principale:


3° Classificato

IL TENENTE MACRI'


Giuseppe Macrì

Grazie a questo concorso promosso dalla Pro Loco di Sant’Arpino molti ragazzi hanno avuto l’opportunità di conoscere un po’ di storia locale che risulta ricca ed interessante. Personalmente mi ha molto incuriosito la storia del Palazzo Ducale e dei signori che nel tempo vi hanno dimorato. Nel 1574 in questo paesino fu costruito il Palazzo Ducale da Alonso III Sanchez de Luna d’Aragona, dopo anni il palazzo è stato ereditato dai Caracciolo; nobile famiglia napoletana e nel 1903 il feudo santarpinese venne acquistato da un signore siciliano: Giuseppe Macrì. Nato a Messina l’otto luglio del 1843, giovanissimo si unì alle camice rosse di Garibaldi per liberare il Meridione dai Borboni. Seguì Garibaldi fino alla liberazione di Napoli e alla storica battaglia sul Volturno. Probabilmente fu durante questo periodo che ebbe modo di conoscere Sant’Arpino. Alla fine della guerra entrò come Tenente dei granatieri nel giovane esercito italiano. Nell’anno 1903 comprò il Palazzo Ducale ormai abbandonato. Fin dall’inizio accanto a lui compare la figura di una donna: Filomena Passero che lui scherzosamente definiva suo ministro degli interni. Filomena era una donna alta, robusta e al quanto introversa, perciò risulta un po’ misteriosa per noi tutti, perché nessuno conosce la parentela che la legò a Giuseppe Macrì, ma da alcune testimonianze si evince che aveva un aspetto trasandato, per questo venne soprannominata <<FILOMENA à MORT>>. Macrì invece era un uomo alto, robusto, spesso vestito di bianco e con grandi baffi. Lui era molto generoso, infatti faceva beneficenza ai poveri. Macrì amava la genuinità del cibo, perciò nel suo cortile allevava maiali, papere, galline, conigli e teneva delle vasche con anguille. Il pan di spagna gli piaceva tanto e se lo faceva preparare con le uova delle sue galline. A quel tempo la gente credeva alla leggenda dei fantasmi e delle apparizioni ultraterrene che si aggiravano nel palazzo e il tutto era alimentato dalle sedute spiritiche che ivi si svolgevano, perché il Tenente nutriva grande passione per lo spiritismo. Ancora in vita Giuseppe Macrì si fece costruire una cappella dalla strana forma e nel suo interno si fece mettere le spade, le divise, numerose foto dei parenti e altri oggetti personali e lì vi seppellì Filomena Passero e successivamente lui e per sua volontà sia lui che il suo ministro furono seppelliti in posizione verticale anziché orizzontale. Nel suo testamento lasciò al comune di Sant’Arpino tutti i suoi beni immobili e il comune con le rendite, doveva fare beneficenza ai poveri, elargire borse di studio per il francese, aprire un circolo spiritico ed infine tenere in stato decoroso il palazzo e la cappella. Giuseppe Macrì pur avendo contribuito alla crescita di Sant’Arpino non è stato valorizzato abbastanza, infatti il Palazzo Ducale ancora oggi viene chiamato Palazzo Sanchez quando in verità è stato Macrì a donarlo al comune di Sant’Arpino. Per continuare la piazza Umberto I è dedicata ad un re che probabilmente ignorava l’esistenza del nostro paese!. Come è stato possibile una tale leggerezza?. Io e i miei amici vogliamo partare all’attenzione del Consiglio Comunale il caso Macrì affinchè si possa rendere giustamente merito e riconoscenza a questo benefattore nonché vero proprietario del palazzo.

Vittoria Saviano
Classe: II Sezione: H
Scuola: Ist. Comprensivo Vincenzo Rocco
Sant’Arpino


HOME PAGE | PRO LOCO | NOTE STORICHE DI SANT'ARPINO | SAGRA DEL CASATIELLO | CARNEVALE ATELLANO | ATELLA JAZZ | LA TRADIZIONE DELLA CANAPA | FESTA DEL SORRISO "AMEDEO D'ANNA" | PINACOTECA | RASSEGNA LETTERARIA | CULTURA | IL TENENTE MACRI' | RASSEGNA STAMPA | Link Utili | News | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu