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Comunicati stampa 2011

RASSEGNA STAMPA

COMUNICATI STAMPA 2011

“Non solo Sud", il libro della santarpinese Iavarone Pezzella
(di Francesco Paolo Legnante 16/12/2011)


SANT’ARPINO. Domenica 18 dicembre, alle ore 10.30, presso il Palazzo Ducale "Sanchez de Luna d'Aragona" di Sant'Arpino si terrà un nuovo appuntamento della Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino e patrocinata dall’amministrazione comunale atellana. Protagonista della mattinata sarà l'ultima fatica letteraria della santarpinese Pasqualina Iavarone Pezzella che presenterà in anteprima l'opera "Non solo Sud (Ritratti d'autore)" edita dalla medesima Pro Loco di Sant'Arpino con il sostegno del Comune di Sant'Arpino.
Ad intervistare e a discutere con l’autrice saranno il dirigente scolastico Gennaro Caiazzo, lo scrittore e poeta Antonio Sagliocco e la docente Olimpia Lettera, mentre i lavori saranno introdotti dai saluti istituzionali del Presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, del Sindaco Eugenio Di Santo, dell'Assessore alla Cultura Giuseppe Lettera. Il nuovo lavoro editoriale di Pasqualina Iavarone Pezzella arricchisce il suo già intenso curriculum di scrittrice. Ella ha pubblicato tra l'altro: Miracolo a Sant'Arpino (1979), L'Arte Italiana degli anni '80 (1981), Raccolta di novelle (1982), Noi (1982), Cuori di cocci (1984), Sorella droga (1988), La mia guerra (1992, Archivio di Stato, Pieve S.Stefano), Siepe (1999), Poesie (2000), Ieri e Oggi (2001), Sulle orme degli Antenati (2007).
Inoltre corrisponde con giornali culturali e riviste e scrive per l'Unicef. Il sindaco Di Santo e l’assessore Lettera sottolineano come la pubblicazione del libro di narrativa “Non solo Sud” della nostra cara concittadina Pasqualina Iavarone ci rende particolarmente felici. Innanzitutto esso si colloca nell’encomiabile percorso che da due anni la nostra Pro Loco, in collaborazione con l'assessorato alla Cultura, sta seguendo con il pubblicare e presentare opere letterarie di autori, nostri concittadini, facendo, così emergere e conoscere capacità e talenti culturali locali, altrimenti destinati a restare sconosciuti. Anche questo e forse più di altre attività, rientra nei precipui fini sociali dell’associazione Pro Loco, diretti alla diffusione ed alla conoscenza della cultura e delle tradizioni locali. Ci rende ancora più felice perché la feconda produzione letteraria della professoressa Iavarone merita di essere promossa e conosciuta e non restare patrimonio di pochi. Non tutti, forse, sanno che la nostra prof da sempre scrive racconti e poesie che trasmettono emozioni e sentimenti intensi. Ne sono testimoni i suoi alunni e la scuola. Questo lavoro, poi, ne costituisce la prova esemplare; nei racconti narrati, infatti, si rappresentano persone vere e crude realtà, che la compiuta descrizione dei sentimenti e la delicatezza delle emozioni trasformano in poetiche figure eroiche e fantastiche visioni della vita”.
Dal canto proprio, il presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, rimarca come “con il nostro proverbiale entusiasmo, presentiamo 'Non solo sud (Ritratti d’Autore)', di Pasqualina Iavarone Pezzella, strianese di nascita e santarpinese di adozione praticamente da sempre. L'autrice vanta decine di pubblicazione, molto delle quali hanno riscosso consensi e riconoscimenti in diversi parti d'Italia e anche oltre. Per la prima volta, tuttavia, un suo scritto viene pubblicato e presentato nella nostra Sant’Arpino che, in tal modo, intende esprimere gratitudine immensa alla scrittrice per la preziosa opera letteraria portata avanti in questi anni. Dalle pagine di quest'ultimo lavoro, del resto, si sente forte l’amore per la nostra terra natia”.

La Pinacoteca “Stanzione” celebra il 20° anniversario
(di Francesco Paolo Legnante 14/12/2011 in Arte & Cultura)


SANT’ARPINO. La Pinacoteca Comunale d'Arte Contemporanea "Massimo Stanzione" di Sant’Arpino taglia il traguardo del ventesimo anno della sua costituzione.
Un evento importante che sarà accompagnato da un'iniziativa di altrettanto spessore culturale: la pubblicazione di un volume su "L'astrattismo nella prospettiva dell'astrazione geometrica" e una mostra cui prenderanno parte alcuni dei più prestigiosi artisti che si "iscrivono" in questo speciale filone artistico. Entrambe le iniziative sono curate dal direttore del centro culturale casertano, il critico d'arte Rosario Pinto e si terranno sabato 17 dicembre alle ore 18, nei locali della Pinacoteca sita al secondo piano del seicentesco Palazzo Ducale "Sanchez de Luna de Luna d’Aragona" in piazza Umberto I a Sant'Arpino. Alla serata è prevista la presenza di tanti artisti, uomini di cultura, giornalisti e operatori del settore nonché di rappresentanti delle istituzioni e degli culturali.
A fare gli onori di casa saranno il sindaco Eugenio Di Santo con l'assessore alla cultura Giuseppe Lettera; il presidente della Pro Loco di Sant'Arpino Aldo Pezzella, cui è affidato il compito di gestire e promuovere la Pinacoteca "Stanzione"; il direttore del centro Rosario Pinto. La speciale ricorrenza della Pinacoteca "Stanzione" si pone come un momento di verifica e conferma della sua vocazione culturale di costituire un riferimento scientifico per la ricerca artistica contemporanea in Campania. Nella collezione che oggi vanta è possibile ammirare opere di assoluto valore create dagli artisti più significativi che hanno operato ed operano ancora tuttora nel territorio regionale e, più ampiamente, nazionale: da Chiancone a De Stefano, da Barisani a Di Ruggiero e via continuando. In essa sono presenti vari stili e divaricate espressioni creative: da qualche esempio tardottocentesco, alla plastica monumentale di primo ‘900 del De Candia, alle anodine strutture “Madi”, dalle varie inflessioni del “Realismo” alle declinazioni dell’”Informale”, attraversando le logiche “Concettuali”, “Espressioniste”, “Iperrealiste” ecc.
L'anniversario, come si diceva innanzi, sarà accompagnato da una mostra (cui prenderanno parte non solo artisti di diverse parti d'Italia ma anche alcuni provenienti dal sud America, dalla Germania e dal Giappone) e un volume su "L'astrattismo nella prospettiva dell'astrazione geometrica a firma di Rosario Pinto che qui di seguito ne espone i contenuti: “Un contributo di carattere storiografico alla ricostruzione della processualità creativa dell’astrazione geometrica, della quale è necessario fornire – a nostro giudizio – una prospettiva valutativa che scavalchi gli stereotipi della manualistica corrente e disveli nuove chiavi di lettura critica. Il profilo metodologico seguito è quello che deve sempre presiedere l’attività di ricerca storiografica e, cioè, l’ancoraggio ai fatti, la scrupolosità della documentazione, la rinuncia a sovrapporre intendimenti o preferenze personali alla evidenza imprescindibile delle testimonianze oggettive. E’ anche un lavoro, questo, che opera e dichiara una netta scelta di campo: si volge, infatti, ad indagare aspetti e problematiche della astrazione geometrica, segnandone la radicale differenzazione dall’astrattismo lirico, sulle cui specificità e sul cui sviluppo storico evita di proporre argomentazioni valutative, limitandosi a definirne gli ambiti ed a perimetrarne il profilo. Provvede, inoltre, questo testo, a fornire qualche suggerimento di approfondimento critico su alcune manifestazioni creative che segnalano l’esistenza di rapporti di ibridazione storicamente rilevabili tra astrazione geometrica in senso stretto e profili stilistici alieni, come quelli, ad esempio, circoscritti dalla temperie astratto-informale. Ma anche realistica tout-court. E’ necessario, inoltre, additare che un puntuale convincimento presiede il nostro studio: che, cioè, la prassi creativa astratto-geometrica abbia una dilatazione temporale ben più ampia di quella segnata dalle manifestazioni del secolo ventesimo, essendo espressione, piuttosto, d’un’esigenza di approfondimento di ragioni eidetiche, cui l’uomo ha rivolto il suo impegno di ricerca almeno a datare dall’età neolitica. Abbiamo lavorato a questo studio con impegno profondo, convinti, peraltro, che l’astrazione geometrica possa essere considerata anche il punto di convergenza dell’istanza creativa artistica e dell’urgenza interrogativa della domanda filosofica. Alla stregua di tale convincimento, abbiamo voluto considerare l’opera d’arte astratto-geometrica non solo, quindi, come portatrice di un carico emotivamente pregnante per i suoi ‘valori’ estetici, ma anche per i contenuti di pensiero e per le aperture epistemiche che dischiude”.
Tra gli artisti in mostra si segnala, tra gli altri, la presenza di: Carlo Palermo, Michele Marzo, Lauro Lessio, Franco Cortese, Marta Pilone, Donata Ursumando, Elio Marino, Gianni De Tora, Piergiorgio Zangara, Reale Francy, Gisela Robert, Aldo Fulchignoni, Enea Mancino, Vittorio Fortunati, Renato Milo, Giovanni Villapiano, Antonio Perrottelli, Francesco Gallo, Roberto Sanchez, Vincenzo Mascia, Michele de Palma, Domenico Fatigati, Mario Lanzione, Ines Silva, Saverio Cecere, Angel Hernandez, Octavio Herrera, Hernan Jara, Carmine Di Ruggiero, Romualdo Schiano, ecc.

“Aversa e i suoi Casali”, presentato il lavoro di De Chiara
(di Francesco Paolo Legnante 10/12/2011)


SANT’ARPINO. Torna sabato mattina l’appuntamento con la Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino e patrocinata dall’amministrazione comunale atellana...

... tantissimi alunni della scuola media “Vincenzo Rocco”, oltre a diversi studiosi e appassionati di storia patria, hanno assistito alla presentazione di “Aversa e i suoi Casali nel Settecento. La Carta del Fioravanti”, il testo edito dalle Edizioni NerosuBianco che il vicesindaco di Aversa e Assessore alla Cultura vuole portare all'attenzione degli ex Casali di Aversa.
Ad accogliere De Chiara sono stati l'assessore Elpidio Iorio, il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, che ha organizzato l'incontro col patrocinio del Comune, il preside della “Rocco” Angelo Dell'Amico. Nel finale ad intervenire è stato anche l'ex Sindaco Dell'Aversana. Nicola De Chiara a Sant'Arpino ha soprattutto parlato dell'importanza dell'area atellana per la stessa nascita di Aversa. Le vicende, infatti, dell'antica Atella rappresentano le radici su cui si è poi sviluppato tutto il resto. Anche dalla Carta del Fioravanti, di cui De Chiara ha ricostruito la storia, si evince l'importanza di Sant'Arpino che nel Settecento conserva ancora l'antico toponimo Sant’Elpidio.
“Da qui - ha detto De Chiara - è partito tutto, la nostra storia, la nostra cultura, il nostro essere aversani”. Un territorio, quello della grande e illustre Aversa, che controllava alla fine del Settecento più Casali di Napoli, ma che si smembrò a seguito dell'istituzione del Catasto Onciario da parte di Carlo di Borbone. I napoletani, nel tentativo di non pagare la tassa sui beni posseduti nell'Aversano, portarono la città normanna in tribunale. E tra i grandi avvocati che difesero Aversa, dal tentativo, maldestro ma riuscito, di dimostrare da parte dei napoletani che non avevano diritto a pagare quella tassa perché la città normanna era stata da sempre subordinata a Napoli, ci fu l'avvocato Carlo Maglioli, nativo proprio di Sant'Arpino, che, in una celebre dissertazione, dimostrò che Aversa non fu fondata su un territorio napoletano, perché le donazioni del Duca Sergio IV di Napoli arrivarono solo dopo la conquista con le armi del territorio aversano da parte del normanno Rainulfo Drengot. Gli alunni e i docenti presenti hanno apprezzato con ripetuti applausi all'indirizzo dell'autore che, anche a Sant'Arpino, ha invitato giovani, rappresentanti delle istituzioni e cittadini a ritrovare le ragioni dell' ‘aversanità’ perduta partendo da quello che la storia ci ha trasmesso. Il 20 e il 21 dicembre De Chiara presenterà il suo lavoro agli studenti del liceo “Jommelli” di Aversa. Ma prima sarà, il 16 dicembre alle ore 18.30, alla Pro Loco di Cesa.

Presentata la divisa garibaldina del Tenente Macrì
(di Francesco Paolo Legnante 31/10/2011)


SANT’ARPINO. Con una suggestiva e sobria cerimonia ieri mattina è stata presentata la divisa militare garibaldina del Tenente Giuseppe Macrì, ricostruita dagli alunni dell'Istituto Statale d'Arte "San Leucio" di Caserta e dall'atelier "Le Muse" di Angela Tartaro e Carolina Raucci.

L'evento, che s'inserisce nelle celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha avuto luogo nel cimitero di Sant'Arpino, all'interno della cappella, dalle singolari architetture, che raccoglie le spoglie del garibaldino. Alla mattinata, ideata ed organizzata dalla Pro Loco guidata dal Presidente Aldo Pezzella, hanno preso parte in tantissimi. Folta la delegazione del Comune di Sant'Arpino capeggiata dal sindaco Eugenio Di Santo, con gli assessori Elpidio Iorio, Giuseppe Lettera e Aldo Zullo, il capogruppo di maggioranza Ernesto Capasso e il consigliere Giovanni D'Errico. Diverse anche le rappresentanze dell'associazionismo locale, tra cui il circolo degli ex Combattenti e Reduci e l'associazione degli Anziani e Pensionati. Presente anche il presidente onorario della Pro Loco Giuseppe Dell'Aversana.
"Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Pezzella nel corso del suo intervento – s'intende valorizzare la grandezza del Macrì (testimoniata dall'importante contributo offerto per l'unità nazionale) e la sua immensa generosità verso i santarpinesi cui lasciò in eredità il maestoso Palazzo Ducale insieme a borse di studio e somme di danaro da dare in beneficenza ai poveri. La ricostruzione della divisa militare del tenente è stata possibile grazie alla sensibilità e al fattivo contributo dell’istituto scolastico guidato dal Professor Giuseppe De Nubbio. Invero secondo gli anziani del paese, già in passato era custodita nella cappella la divisa nel Macrì. Attraverso una serie di studi è stata riprodotta la divisa e riposizionata esattamente là dove si trovava un tempo. In tal modo tutti potranno ammirarla ed apprezzarne il valore storico e culturale. Il Macrì ha dato molto alla nostra Comunità ed è giusto che soprattutto nelle giovani generazioni si consolidi un sentimento di vera riconoscenza verso di lui. Bene ha fatto, a tal proposito, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Eugenio Di Santo a dedicare la piazza principale del nostro paese proprio al Macrì, raccogliendo così anche il nostro umile suggerimento".
Giuseppe Macrì, animato da sentimenti patriottici si unisce ai garibaldini al momento dello sbarco in Sicilia e marcia al fianco dell’Eroe dei Due Mondi fino alla battaglia finale sul fiume Volturno. I garibaldini si accampano nelle vicinanze di Aversa ed il giovane picciotto viene a conoscenza della presenza vicina di un piccolo paesino di poche migliaia di anime dal nome Sant’Arpino, nato sulle rovine di Atella, città osca preesistente a Roma. Il tenente, animato dalla grande passione per lo spiritismo, viene colpito fortemente dalla notizie dell’esistenza, in questo borgo, di un antico palazzo ducale abbandonato da anni ed infestato da spiriti ultraterreni, che vivono indisturbati fra le centinaia di stanze abbandonate del settecentesco palazzo. Decide di andarlo a vedere e di conseguenza abbandona l’accampamento per qualche ora. Giunto sul posto rimane abbagliato dall’imponente mole che si staglia solitaria sulle casette del paese circostante, rimanendo visibile per diverse miglia intorno. Dopo anni di onorato servizio nell’Esercito Italiano viene congedato con il grado di tenente dei Granatieri e nel 1903 compra il palazzo degli antichi duchi di Sant’Arpino. Fissa, dunque, la sua dimora nel palazzo ducale, dove trascorre gli ultimi trenta anni della sua vita, durante i quali aiuta i poveri del paese, si dedica al commercio della canapa ed alla coltivazione dei bachi da seta, spesso convoca sedute spiritiche. Muore nel 1932, lasciando il Palazzo Ducale in eredità ai poveri del paese insieme a borse di studio per la traduzione dal francese di libri di spiritismo, ed un fondo di danaro da dare in beneficenza ai poveri ogni due novembre. Oggi grazie alla testardaggine di un uomo che voleva unire l’Italia, il Comune di Sant’Arpino è in possesso di un bene architettonico e storico di immenso valore.

In mostra la divisa garibaldina del Tenente Macrì
(di Francesco Paolo Legnante 29/10/2011)


SANT’ARPINO. Sarà presentata al pubblico domenica mattina la divisa militare garibaldina del Tenente Giuseppe Macrì, ricostruita dagli alunni dell'Istituto Statale d'Arte "San Leucio" di Caserta e dall'atelier "Le Muse" di Angela Tartaro e Carolina Raucci.

La manifestazione, ideata ed organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino guidata dal Presidente Aldo Pezzella, si svolgerà all’interno della cappella cimiteriale che ospita le spoglie del Macrì a partire dalle ore 11 e rientra nell’ambito delle manifestazioni previste nel comune atellano in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
L’idea che ha visto operare fianco a fianco il sodalizio culturale atellano e l’istituto guidato dal Professor Giuseppe De Nubbio, intende valorizzare la grandezza del tenente garibaldino testimoniata dall'importante contributo offerto per l'unità nazionale e dall'immensa generosità riservata ai santarpinesi cui lasciò in eredità il maestoso Palazzo Ducale insieme a borse di studio e somme di danaro da dare in beneficenza ai poveri. “In tale alveo di riconoscenza e amore verso i protagonisti della storia nazionale e locale - dichiara il presidente Pezzella - s'inserisce l'iniziativa di ricostruire la divisa militare del tenente che nei decenni passati già era custodita nella cappella. Non a caso la “nuova” copia sarà conservata proprio nel simulacro dedicato alla memoria del Macrì”.
Animato da sentimenti patriottici, il giovane e prestante messinese si unisce ai garibaldini al momento dello sbarco in Sicilia e marcia al fianco dell’Eroe dei Due Mondi fino alla battaglia finale sul fiume Volturno. I garibaldini si accampano nelle vicinanze di Aversa ed il giovane picciotto viene a conoscenza della presenza vicina di un piccolo paesino di poche migliaia di anime dal nome Sant’Arpino, nato sulle rovine di Atella, città osca preesistente a Roma.
Giuseppe Macrì, animato dalla grande passione per lo spiritismo, viene colpito fortemente dalla notizie dell’esistenza, in questo borgo, di un antico palazzo ducale abbandonato da anni ed infestato da spiriti ultraterreni, che vivono indisturbati fra le centinaia di stanze abbandonate del settecentesco palazzo. Decide dunque di andarlo a vedere e di conseguenza abbandona l’accampamento per qualche ora. Giunto sul posto rimane abbagliato dall’imponente mole che si scaglia solitaria sulle casette del paese circostante, rimanendo visibile per diverse miglia intorno.
Dopo anni di onorato servizio nell’Esercito Italiano viene congedato con il grado di tenente dei granatieri e nel 1903 compra il palazzo degli antichi duchi di Sant’Arpino. Fissa dunque la sua dimora nel palazzo ducale, dove trascorre gli ultimi trenta anni della sua vita, durante i quali aiuta i poveri del paese, si dedica al commercio della canapa ed alla coltivazione dei bachi da seta, spesso convoca sedute spiritiche. Muore nel 1932, lasciando il Palazzo Ducale in eredità ai poveri del paese insieme a borse di studio per la traduzione dal francese di libri di spiritismo, ed un fondo di danaro da dare in beneficenza ai poveri ogni due novembre.
Oggi grazie alla testardaggine di un uomo che voleva unire l’Italia, il Comune di Sant’Arpino è in possesso di un bene architettonico e storico di immenso valore. Non a caso l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Eugenio Di Santo ha avviato l’iter per mutare il nome della piazza principale del paese, dedicandola proprio al Macrì. Tale proposta ha già ricevuto il placet del Prefetto di Caserta.

La scrittrice Olimpia Ammendola incontra gli studenti atellani
(di Francesco Paolo Legnante 21/10/2011)


SANT’ARPINO. La rassegna letteraria “Sulle Orme del Cantore d’Enea” fa tappa negli istituti elementari di Sant’Arpino. Due gli incontri in programma fra la scrittrice Olimpia Ammendola e gli alunni atellani.

Si comincerà domani (sabato) mattina alle ore 10.30 nel plesso della scuola “De Amicis” alle 10.30, per poi ripetere la stessa tipologia di incontro sette giorni più tardi alla scuola “Cinquegrana”. In entrambi i casi Ammendola presenterà il suo testo “Il cielo Stellato sopra di me” pubblicato dalle edizioni Graus. Ad accompagnare la scrittrice nei suoi incontri santarpinesi saranno il presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, e
Maria Cinquegrana, responsabile della rassegna, che si avvale del patrocinio dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Eugenio Di Santo.
L’opera della Ammendola parte dalla convinzione che la filosofia sia una forma raffinata (ancorché faticosa) di felicità, adatta agli adulti quanto ai bambini. Ed è a questi che l’autrice rivolge il proprio lavoro,in un’epoca che ha ampiamente garantito il benessere materiale ai bambini, lasciando sullo sfondo il problema della loro felicità. Pur sottolineando doverosamente che quest’epoca ha garantito il benessere materiale di alcuni bambini (a dispetto dei tantissimi che soffrono la malnutrizione e muoiono ogni giorno per malattie curabili), è vero che la felicità è messo in ombra dalla preminenza accordata all’accumulo di beni (e ciò per la verità anche gli adulti, il cui stress aumenta maggiormente proprio nelle società più opulente).
Il testo non si presenta come un compendio di storia della filosofia per bambini, bensì come un invito rivolto al bambino a riflettere su se stesso, sul mondo circostante, sulla propria esperienza. Si invita il bambino a disegnare delle vignette sul tema della storia di Talete che diventa ricco; più avanti ancora si chiede al bambino se a suo avviso il rimorso di Agostino sia giusto e eccessivo. C’è posto per le prove dell’esistenza di Dio, per l’asino di Buridano, per il Giornale di bordo di Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America, per la differenza tra la magia e la scienza. Il libro è pensato per ragazzi d’età compresa tra gli 8 e i 12 anni ed è corredato da un dvd multimediale che presenta i contenuti del libro in forma interattiva.

Concorso fotografico “Angoli, personaggi e usanze di Sant’Arpino"
(di Francesco Paolo Legnante 5/08/2011)


SANT'ARPINO. Ha preso il via lo scorso diciotto luglio, con la diffusione del bando di partecipazione, il concorso fotografico “Angoli, personaggi ed usanze della Sant’Arpino di ieri e di oggi”, ...

... organizzato dalla Pro Loco cittadina e dall’associazione Amici del Libro, e patrocinato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Eugenio Di Santo, ed in particolar modo dall’assessorato alla cultura retto dall’avvocato Giuseppe Lettera.
Per partecipare all’iniziativa ideata e realizzata dai sodalizi presieduti da Aldo Pezzella e Assunta Rocco, bisognerà inviare la scheda di partecipazione, scaricabile dal sito www.prolocosantarpino.it, entro il 30 settembre prossimo alla sede della stessa Pro Loco in Via Marconi n.7.
Il concorso è strutturato in due sezioni, la prima riservata alle foto realizzate sul territorio santarpinese entro il 31 dicembre 1999, e la seconda dedicata agli scatti realizzati negli stessi luoghi a partire dal 1 gennaio del 2000. Tutte le foto inviate saranno esposte in una mostra che sarà allestita dal 16 al 23 ottobre prossimi, mentre la cerimonia di premiazione si terrà domenica 23 ottobre.
A scegliere i vincitori, per ognuna delle categorie, saranno due giurie apposite, formate anche da fotografi professionisti e da esperti del settore. Per la prima sezione saranno premiate la foto più vecchia e quella più significativa dal punto di vista del ricordo immortalato, mentre per la seconda sezione saranno premiati l’originalità del soggetto, la tecnica di realizzazione e la qualità dell’immagine.
Gli interessati potranno rivolgersi ai seguenti numeri: 3478607876- 3405837378 oppure visitare il sito della Pro Loco di Sant’Arpino.

“Le Due Napoli”, presentazione del libro di don Pizzuti
(di Francesco Paolo Legnante 26/06/2011)


SANT’ARPINO. Nuovo appuntamento con la seconda edizione della Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, la manifestazione che sta portando a Sant’Arpino alcuni fra i più rinomati autori del panorama nazionale e regionale.

Domenica mattina, a partire dalle 10.30, nella sala convegni sita al piano terra del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” in Piazza Umberto I ci sarà la presentazione del libro “Le Due Napoli”, l’antologia degli scritti di don Domenico Pizzuti, che da oltre vent’anni vive ed opera in quel di Scampia. A discutere con l’autore delle tante contraddizioni che caratterizzano la metropoli partenopea ci saranno il professor Luigi Di Santo, docente di Filosofia e del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cassino, ed Ernesto Di Mattia, Responsabile Servizi Culturali Comune di Lusciano.
Ad introdurre i lavori, che saranno moderati da Francesco Paolo Legnante, saranno il sindaco di Sant’Arpino Eugenio Di Santo, l’assessore alla cultura del Comune atellano, Giuseppe Lettera, e Maria Cinquegrana, responsabile editoria e cultura della Pro Loco di Sant’Arpino, il sodalizio, presieduto da Aldo Pezzella, che organizza la Rassegna, che può avvalersi anche del patrocinio dell’amministrazione civica.
“Le due Napoli”, la cui introduzione è curata da Lucio Pirillo e che è pubblicato a cura di Giannini Editore, è una raccolta di scritti nata per raccontare Napoli nella sua complessità attraverso sei temi cruciali: Politica, Camorra, Rom, Chiesa, Scampia, e Bollettini di Vigilanza Civile. La lettura degli scritti, così ordinati, offre un’ampia panoramica della città, analizzata in molti dei suoi aspetti essenziali che, troppo spesso vengono volutamente tralasciati. “Napoli - dichiara don Domenico Pizzuti - è una città complessa, piena di contraddizioni, che per alcuni aspetti è rimasta una città plebea, per altri una città criminale, ma è anche un immenso patrimonio, di arte e cultura; c’è inoltre anche la città che 'resiste', con lavoro, studio e impegno”.
Tante le sfaccettature e gli spunti di riflessione offerti dal testo, molteplici situazioni di frontiera, talvolta sconosciute anche dalla maggior parte dei napoletani, racchiuse nel testo che nasce, come ricorda Pizzuti, da “un viaggio in metrò, da Piazza Dante a Scampia, questo ha fatto nascere in me l’esigenza di approfondire alcuni temi salienti della nostra città. Raccontare Napoli per comprenderne la sua natura duale e contraddittoria”.

"Fra Tradizione e Innovazione", mostra alla Pinacoteca
(di Francesco Paolo Legnante 22/06/2011)


SANT’ARPINO. Sarà inaugurata sabato, alle ore 18, presso la Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Sant’Arpino “Massimo Stanzione”, la mostra “Fra Tradizione e Innovazione – Artisti Italiani da non dimenticare”.

Il taglio del nastro della collettiva, realizzata in sinergia fra l’istituto artistico atellano e l’associazione Napoli Nostra, avverrà alla presenza del direttore artistico della pinacoteca, il professor Rosario Pinto, del direttore artistico di Napoli Nostra, l’ingegner Gennaro Corduas, dell’assessore alla cultura del Comune di Sant’Arpino, Giuseppe Lettera, e del presidente della Pro Loco cittadina, Aldo Pezzella.
“Il punto di orientamento di questa iniziativa espositiva - spiega il professor Pinto - va individuato nella attività di ricerca che ci ha visto impegnati nella produzione di una lunga indagine storico-critica culminata nella produzione dei due volumi dell’opera Fra Tradizione e Innovazione – Artisti da non dimenticare che abbiamo pubblicato tra 2009 e 2011 grazie alla spiccata sensibilità culturale dell’Associazione ‘Napoli Nostra’. All’interno di tale opera viene tracciato un riesame della situazione complessiva dell’arte italiana del Novecento ispirato da un criterio informatore molto preciso e, per certi aspetti, inedito, che consiste nel suggerire una rilettura critica di molti artisti immeritatamente lasciati nell’ombra, pur essendo la loro opera particolarmente degna della migliore attenzione. Comprendiamo molto bene quante ragioni logiche e storiche determinano molto spesso l’appannamento della memoria e non va fatto addebito agli storici d’essere stati distratti o superficiali, poiché, molto spesso, l’esiguità degli spazi, la limitatezza delle opportunità e mill’altre sacrosante ragioni impongono di lasciar cadere un velo d’oblio anche su personalità che sicuramente meriterebbero altri destini di considerazione storiografica.Ed abbiamo pensato, perciò, d’intesa con ‘Napoli Nostra’, che, accanto ai nomi di trapassati maestri, potessero ben iscriversi anche quelli di figure a noi più vicine nell’ordine del tempo. Ci siamo soffermati, pertanto, a tentare di fornire uno spaccato eslege della prospettiva creativa italiana dell’intero secolo del Novecento, individuando un filo conduttore che facesse non solo da canovaccio, ma da ragione fondante dello stare insieme di tante personalità che costruiscono il profilo dell’ ‘altra’ faccia della storia dell’arte italiana del Novecento. Una faccia operosa ed onesta, vorremmo dire: l’insieme di un tessuto connettivo animato e ispirato da uno straordinario amore per l’arte e da un instancabile impegno di ricerca”.

Don Luigi Merola al Comprensivo "Rocco"
(di Francesco Paolo Legnante 8/06/2011)


SANT’ARPINO. La scuola, le istituzione ed il mondo dell’associazionismo santarpinese incontrano uno dei simboli della lotta alla camorra.

Giovedì 9 giugno, alle ore 19, nella scuola media “Vincenzo Rocco”, don Luigi Merola presenterà, nell’ambito della II edizione della Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor’Enea” organizzata dalla Pro Loco cittadina e del progetto “Legali al Sud” voluto dall’Istituto Comprensivo atellano, il suo ultimo libro “Il cancro sociale: la camorra”.
All’incontro col sacerdote simbolo del riscatto del quartiere di Forcella e del centro storico di Napoli, presenzieranno il sindaco Eugenio Di Santo, l’assessore alla cultura Giuseppe Lettera, il professor Angelo Dell’Amico, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Rocco”, il presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, e la responsabile della rassegna letteraria, Maria Cinquegrana. A confrontarsi con don Luigi e con gli alunni della scuola saranno il vicesindaco di Casal di Principe Maria Rosaria Madonna, ed il Colonnello Antonio Del Monaco, sociologo e psicologo della Scuola Militare "Nunziatella".
Il libro “Il cancro sociale: la camorra” presenta storie di giovani che vogliono emergere in una società, dove, purtroppo, “fa più rumore un albero che cade, anziché una foresta che cresce”, ed è proprio per questo che viene letta la storia di un giovane di Scampia passato dal Clan Di Lauro al Clan di Dio, un “Marcio” divenuto “Normale”, al cui racconto la figlia dell’ex camorrista dice: “Papà questo è il tuo passato e tu….te ne sei uscito alla grande”. Con questo lavoro il giovane prete si prefigge l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, presentando storie di ordinaria realtà nella “follia” di Napoli. “Don Luì raccontaci le storie più belle e più drammatiche, descrivici i tanti volti, più o meno conosciuti, che ti hanno lasciato un segno. E io l’ho fatto in questo libro” così spiega don Merola il motivo di tale scelta.

Inaugurazione mostra “Artiste in Italia 1800-1950”
(di Francesco Paolo Legnante 4/06/2011)


SANT’ARPINO. Sarà inaugurata domenica, alle 10.30, presso la Pinacoteca d’Arte Contemporanea “Massimo Stanzione” di Sant’Arpino la mostra “Artiste in Italia 1800-1950”.

Il taglio del nastro dell’esposizione, che rientra nel ricco programma del 2011 della Pinacoteca guidata dal professor Rosario Pinto, avverrà alla presenza non solo del Direttore Artistico dell’Ente, ma anche dell’assessore alla cultura del centro atellano Giuseppe Lettera, e del Presidente della Pro Loco cittadina Aldo Pezzella. “Con questa mostra, e col volume ad esso collegato, - dichiara il professor Pinto- siamo andati ad indagare un segmento creativo che ha avuto, nel contesto sociale e culturale, un rilevo storico ben più importante e significativo di quanto la storiografia non abbia saputo o inteso registrare. Abbiamo individuato spesso materiale di prima mano, in molti casi inedito e spessissimo assolutamente ‘dimenticato’ nella quiete sonnolenta di polverosi ed inaccessibili scaffali di biblioteche pubbliche, o archivi o collezioni private. Un ringraziamento affettuoso va a collezionisti ed eredi di artiste che generosamente ci hanno dato accesso a testimonianze che, per la nostra ricerca, sono risultate spesso insostituibili e preziosissime fonti soprattutto per una materia tanto avara di documentazione diretta. A tal proposito ritengo doverososottolineare come sia stato prodotto il massimo sforzo, nell’ambito delle nostre possibilità, per sottoporre al necessario controllo di verifica e ai necessari riscontri tutte le notizie che abbiamo potuto ritrovare, e fra queste, soprattutto, evidentemente, quelle offerte sulla ‘rete’. Il mio più sentito ringraziamento va all’editore che consente la pubblicazione del testo collegato alla mostra, l’Igei-Istituto Grafico Editoriale Italiano”.
Dal canto proprio, il Presidente Pezzella si dice “orgoglioso per questo importante, e per certi versi innovativo, critico e storiografico per un’attenta comprensione dell’Arte al Femminile. Uno sforzo quello della Pinacoteca che, è giusto sottolineare, è reso possibile dalla particolare vicinanza dell’Amministrazione Comunale retta dal sindaco Di Santo, e dall’assessorato alla cultura guidato dall’Assessore Lettera, che non lesina energie per sostenere le attività della nostra istituzione culturale”.

Migliaia di partecipanti alla 19^ Sagra del Casatiello
(di Francesco Paolo Legnante 2/06/2011)


SANT’ARPINO.
È ottimo il bilancio degli organizzatori della XIX Sagra del Casatiello che, lo scorso fine settimana, ha visto confluire migliaia di persone nel centro storico di Sant’Arpino, per degustare il rustico tipico della tradizione culinaria atellana.


A tracciare un vero e proprio resoconto a caldo è il presidente della Pro Loco cittadina,
Aldo Pezzella, il sodalizio che anche quest’anno, ha messo in piedi un evento capace di far arrivare Sant’Arpino al centro dei percorsi enogastronimici di qualità non solo della Campania, ma dell’intera nazione.
"Quella appena conclusa – dichiara con entusiasmo, misto ad orgoglio, il presidente Pezzella – si è rivelata essere un’edizione della sagra davvero riuscita. Per tre giorni il nostro centro storico è stato affollato da migliaia e migliaia di persone, vecchi e nuovi amici che con la propria presenza hanno confermato la bontà di una manifestazione entrata ormai nel costume collettivo. Anche quest’anno ci siamo mossi fra innovazione e tradizione, facendo registrare un ulteriore incremento delle già consistenti presenze a dimostrazione della capacità della manifestazione di intercettare un pubblico nuovo, non deludendo quello canonico. Riuscito è stato il mix di enogastronomia, folklore, cultura, arte e spettacolo".
"Diversi - continua Pezzella - sono stati momenti che hanno entusiasmato le migliaia di persone accorse dall’incontro, organizzato in collaborazione con PulciNellaMente, con il giornalista-scrittore
Paolo Brosio sino alle esibizioni dei Brigan Ensamble, degli Amici della Tammorra, dei Musicalia Aurunca degli Rareca Antica. Ma la sagra sarebbe ben poca cosa senza i prelibati casatielli dei 4 panificatori che hanno partecipato, senza gli stands artigianali e senza le esposizioni delle opere di artisti, e anche senza la dimostrazione di solidarietà di chi ha donando il proprio sangue presso il camper apposito. In questo momento non posso non ringraziare quanti hanno reso possibile l’ottima riuscita della XIX Sagra del Casatiello a cominciare dalle istituzioni, prima fra tutte l’amministrazione comunale retta dal sindaco Eugenio Di Santo, dagli sponsor e da tutti i soci della Pro Loco, fino ad arrivare alle volontarie che svolgono il servizio civile presso il nostro sodalizio".
"Un’edizione davvero soddisfacente - conclude il presidente Pezzella - che rappresenta un eccellente viatico l’edizione del ventennale che celebreremo nel 2012 e che sicuramente costituirà un appuntamento indimenticabile per l’intera comunità di Sant’Arpino".

Quando la cultura è in rima con la tradizione gastronomica
(di Angela Guarino 28/05/2011 - il Mattino)


S.Arpino.
L'appuntamento con la cucina tradizionale e coi sapori tipici della cultura atellana torna a Sant'Arpino. Tutto, infatti, è pronto per la XIX Sagra del Casatiello, l'ormai immancabile festa di metà primavera che celebra cultura enograstronomica, artigianale e folkloristica del comprensorio che fu già patria delle Fabulae. Come sempre è ricchissimo il programma preparato dalla Pro Loco di Sant'Arpino per la tre giorni che ha preso via nel tardo pomeriggio di ieri per concludersi domani notte. Teatro e cuore pulsante della manifestazione, patrocinata dall'amministrazione comunaler retta dal sindaco Eugenio Di Santo oltre che dalla Regione, dalla Provincia, dall'EPT di Terra di Lavoro e dal comitato Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia) di Caserta, sarà, come da tradizione consolidata, la seicentesca piazza Umberto I e l'intero centro storico santarpinese. Qui, oltre agli stands dei panificatori che quest'anno faranno degustare il rustico tipico della cucina atellana, ci saranno i gazebo degli artigiani e dei produttori di altre specialità gastronomiche campane che, come sempre, faranno della sagra una vetrina delle eccellenze regionali. Ed è stato lo stesso Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, ad illustrare, nel corso del prologo della manifestazione tenutosi domenica scorsa in occasione della presentazione del libro di Luciano Pignataro, il ricchissimo programma che si pone lungo la scia di quanto fatto negli ultimi anni. <<Anche quest'edizione 2011 della Sagra del Casatiello - spiega il presidente Pezzella - ha quale obiettivo principale quello di trasformare per un intero fine settimana Sant'Arpino nel centro per antonomasia della cultura popolare campana. Tantissimi gli spettacoli folkloristici previsti: dal concerto dei Brigan Ensamble a quello coinvolgente degli Amici della Tammorra, passando per i suggestivi Musicalia Auruca e gli appassionanti Rareca Antica. Domenica mattina, poi, alle dieci e trenta, la Sagra del Casatiello insieme alla Rassegna nazionale di teatro scuola PulciNellaMente, proporrà un interessantissimo incontro con il giornalista e conduttore televisivo Paolo Brosio. Come sempre grande spazio sarà dedicato anche all'arte con una mostra di antiquariato che si terrà nella corte del Palazzo Ducale nelle serate di sabato e domenica>>.

Parte la 19esima edizione della Sagra del Casatiello
(di Francesco Paolo Legnante 26/05/2011)


SANT’ARPINO. L’appuntamento con la cucina tradizionale e coi sapori tipici della cultura atellana torna a Sant’Arpino.

Tutto, infatti, è pronto per la XIX Sagra del Casatiello, l’ormai immancabile festa di metà primavera che celebra la cultura enogastronomica, artigianale e folkloristica del comprensorio che fu già patria delle Fabulae. Come sempre è ricchissimo il programma preparato dalla Pro Loco di Sant’Arpino per la tre giorni che prenderà il via nel tardo pomeriggio di venerdì 29 maggio per concludersi domenica notte.
Teatro e cuore pulsante della manifestazione, patrocinata dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Eugenio Di Santo oltre che dalla Regione Campania, dalla Provincia di Caserta, dall’Ept di Terra di Lavoro e dalla comitato Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia) di Caserta, sarà, come da tradizione consolidata, la seicentesca Piazza Umberto I e l’intero centro storico santarpinese. Qui, oltre agli stands dei panificatori che quest’anno faranno degustare il rustico tipico della cucina atellana, ci saranno i gazebo degli artigiani e dei produttori di altre specialità gastronomiche campane che, come sempre, faranno della sagra una vetrina delle eccellenze regionali. Ed è stato lo stesso presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, ad illustrare, nel corso del prologo della manifestazione tenutosi domenica scorsa in occasione della presentazione del libro di Luciano Pignataro, il ricchissimo programma che si pone lungo la scia di quanto fatto negli ultimi anni.
“Anche quest’edizione 2011 della Sagra del Casatiello – spiega il presidente Pezzella – ha quale obiettivo principale quello di trasformare per un intero fine settimana Sant’Arpino nel centro per antonomasia della cultura popolare campana. Tantissimi gli spettacoli folkloristici previsti: dal concerto dei Brigan Ensamble a quello coinvolgente degli Amici della Tammorra, passando per i suggestivi Musicalia Aurunca e gli appassionanti Rareca Antica. Domenica mattina, poi, alle dieci e trenta, la Sagra del Casatiello insieme alla Rassegna Nazionale di Teatro Scuola PulciNellaMente, proporrà un interessantissimo incontro con il giornalista e conduttore televisivo Paolo Brosio. Come sempre grande spazio sarà dedicato anche all’arte con una mostra di antiquariato che si terrà nella corte del Palazzo Ducale nelle serate di sabato e domenica. Insomma, – conclude il presidente Pezzella – un programma che, siamo certi, saprà unire aspetti diversi e che soprattutto verrà incontro al gusto di tantissimi visitatori spaziando dal buon cibo, alla cultura, dal folklore, alla solidarietà”.

Sagra del Casatiello, Pignataro presenta le piccole cantine campane
(di Francesco Paolo Legnante 23/05/2011)

SANT’ARPINO. Fare "sinergia" e "sistema": sono state queste le parole maggiormente ricorrenti negli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata di presentazione del libro “Guida alle Piccole Cantine della Campania” di Luciano Pignataro, pubblicato dalle “Edizione dell’Ippografo”.
L'iniziativa, che ha richiamato l'attenzione di centinaia di persone, si è svolta a Sant’Arpino nel suggestivo scenario di Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, in Piazza Umberto I. L'evento s'inserisce nel cartellone di appuntamenti che accompagnano la XIX edizione della Sagra del Casatiello che partirà venerdì prossimo. A fare gli onori di casa Aldo Pezzella, presidente della Pro Loco, sodalizio che sul finire degli anni '80 ideò la sagra attraverso la quale si rinnova una tradizione millenaria.
Dopo il saluto istituzionale dell'assessore alla cultura, Giuseppe Lettera, intervenuto in rappresentanza dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Eugenio Di Santo, la mattinata ha iniziato subito ha proporre interessanti spunti di riflessione sia con l'intervento del presidente del circolo atellano di Legambiente “Geofilos”, Antonio Pascale, che con quello dell’agronomo, Antonio Di Gennaro, che hanno sottolineato come il ritorno alla tradizione, all'agricoltura, al rispetto della natura, dell'ambiento rappresenti una scelta non più rinviabile nel tempo.
Occorre, in una visone sinergica e condivisa, che ciascuno per la propria parte lavori in questa direzione e il casatiello di Sant'Arpino, al di là del piacevole aspetto gastronomico, rappresenta l'occasione per fare sistema con altre virtù del territorio ponendosi lo stesso casatiello come occasione di richiamo di "valori" oggi calpestati.
Dal canto proprio, il giornalista, Vito Faenza, ha ripercorso le tappe del percorso di una zona, quella dell’agro aversano-atellano, da decenni in perenne balia fra eccellenze e negatività, e che, tuttavia non riesce a rialzarsi in quanto, tranne lodevoli eccezioni, è monca di un moto di indignazione popolare che consenta alle popolazioni di “riprendersi” il proprio territorio.
Il Direttore del Consorzio Mozzarella Dop, Antonio Lucisano, ha, invece, sottolineato la necessità di fare rete fra il mondo istituzionale, quello imprenditoriale e commerciale, affinché non venga disperso quel grande tesoro che è la nostra agricoltura.
“Pensate - ha spiegato - che solo il comparto della mozzarella di bufala può fregiarsi di un fatturato pari a cinquecento milioni di euro, eppure, a differenza di quanto avviene in altre parti d’Italia, per mera miopia non siamo capaci di sfruttare questa vera e propria miniera d’oro”. Le conclusioni sono state affidate al Pignataro che ha rimarcato la “magia” del vino come elemento capace di unire tradizione e modernità, e soprattutto di rappresentare un pilastro su cui costruire prospettive di crescita interessanti per aree come quelle irpine e dell’ex Campania Felix, la cui vocazione agricola sta tornando in voga grazie all’intuizione di menti illuminate. Il gran finale è stato dedicato alla degustazione delle prelibatezze locali, quali la mozzarella di bufala, offerta dal “Caseificio Sant’Elpidio” di Sant’Arpino della famiglia Cuomo, ed il vino asprino offerto dall’enoteca “Il Vino” di Aversa della famiglia Menale.

Sagra del Casatiello, Pignataro presenta le piccole cantine campane
(di Francesco Paolo Legnante 18/05/2011)


SANT’ARPINO. Sarà presentato domenica mattina il programma della XIX edizione della Sagra del Casatiello che si terrà nel corso dell’ultimo fine settimana di maggio.

Domenica 22 a partire dalle ore 10.30 presso la Sala Convegni sita al piano terra del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” in Piazza Umberto I a Sant’Arpino il Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, renderà noto tutti i momenti che caratterizzeranno l’edizione 2011 dell’evento che ogni raduna migliaia di persone nel centro storico di Sant’Arpino. Nel corso della mattinata ci sarà anche la presentazione del libro “Guida alle Piccole Cantine della Campania” di Luciano Pignataro, pubblicato dalle “Edizione dell’Ippografo”.
Alla mattinata, oltre al già menzionato Pezzella, interverranno, in rappresentanza dell’amministrazione comunale santarpinese, che patrocina la Sagra, il sindaco Eugenio Di Santo, l’assessore alla cultura, Giuseppe Lettera, il Presidente del circolo “Geofilos” di Legambiente, Antonio Pascale, il giornalista, Vito Faenza, l’agronomo, Antonio Di Gennaro, e Il Direttore del Consorzio Mozzarella Dop, Antonio Lucisano. Ed in questo vero e proprio prologo della Sagra non mancherà l’angolo dedicato alle prelibatezze locali, con una degustazione di mozzarella di bufala, offerta dal Caseificio Sant’Elpidio di Sant’Arpino della famiglia Cuomo, ed una di vino asprino offerto dall’enoteca Il Vino di Aversa della famiglia Menale. Il servizio d’accoglienza sarà curato dalle allieve dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione di Aversa- Filiale di Cesa.
Nelle ultime ore è stato, intanto svelato, il manifesto della 19esima edizione della Sagra del Casatiello. Il lavoro prescelto quest’anno è stato realizzato da Carmine Taglialatela, studente della classe 3^ D del Liceo Artistico “Giordano” di Aversa. A scegliere questo lavoro è stata l’apposita commissione composta da Elpidio Iorio, Raffaele Persico, Antonio D'Ambra, Maria Cinquegrana, Maria Cristina Aprea, Aldo Pezzella, Alfredo Dell'Aversana, Anna Iavarone, Rosanna Pezzella, Francesco Capasso e Salvatore Chiariello.
Per il terzo anno consecutivo il manifesto è stato scelto al termine di un vero e proprio concorso rivolto agli allievi degli istituti d’arte della provincia di Caserta. Il giovane Taglialatela, come accaduto in passato, sarà premiato domenica 29 maggio, durante la serata conclusiva della Sagra.

Itinerario con i bambini per scoprire l'Antica Atella
(di Angela Guarino 19/04/2011 - Il Mattino)


In principio era Atella, famosa sopratutto nel mondo letterario per le sue fabulae e l'antica città è, ancora oggi, tutta da scoprire. E' stato un vero e proprio viaggio nel passato, alla riscoperta delle origini e della cultura atellana, quello che hanno vissuto i piccoli alunni della scuola <<Mondo Libero>> grazie alla Pro Loco in occasione della settimana della cultura. Il parco Archeologico Atellano, che mira al recupero e alla valorizzazione dell'intera area, ha aperto le porte al pubblico per la prima volta permettendo ai bambini di scoprire un mondo completamente nuovo e di apprendere informazioni e curiosità su tutto quanto è stato portato alla luce dagli scavi fino ad oggi. <<I ritrovamenti fatti finora - dichiara il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella - confermano che nel sottosuolo di questo fazzoletto di terra, posto a cavallo tra le province di Napoli e Caserta, sono celate testimonianze rilevanti di una civiltà scomparsa che ha impresso un segno profondo nella storia dell'umanità. Ed è fondamentale che sopratutto i bambini conoscano e condividano una dimensione che pensavamo fosse ormai dimenticata e che, invece, è ancora lì a pulsare con vigore>>.

Presentazione del libro di Gianfranco Gallo “Napoli da Sotto a Sopra”
(di Francesco Paolo Legnante 8/04/2011


SANT’ARPINO. Secondo appuntamento con la rassegna letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, la kermesse organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino, che porta nel comune atellano alcuni dei più rinomati autori locali e nazionali.

Domenica mattina, a partire dalle 10.30, nella sala convegni sita al piano Terra del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” in Piazza Umberto I sarà presentato il libro “Napoli da Sotto a Sopra” di
Gianfranco Gallo. Ad illustrare l’opera del figlio del grande Nunzio Gallo saranno il professor Orlando Limone ed il giornalista Raffaele De Chiara. I lavori, che saranno moderati dalla coordinatrice della Rassegna Maria Cinquegrana, verranno aperti dai saluti istituzionali del Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, e dell’assessore alla cultura, Giuseppe Lettera. Napoli, nell’opera di Gallo pubblicata dalle Edizioni Graf di Luciano Chirico, è una città porosa, liquida, postmoderna e barocca, in continuo divenire, eppur bloccata nel tempo e nello spazio, nella delinquenza atavica, nell’immondizia, nella tecnica del raggiro assurto a forma d’arte, in un caos di cui i cittadini sembrano quasi andare orgogliosi. Bella come una sirena, circondata da un mare che secondo alcuni ormai sembra non bagnarla neanche più, è accogliente e respingente, profonda e superficiale, cangiante ed immutabile, Paese di Cuccagna e Gomorra insieme.
Le definizioni si affollano e si stratificano, ma nessuna sembra connotarla o descriverla davvero perché Napoli è la città dei contrasti, del basso e dell’alto, del dentro e del fuori, del comico e del tragico. Il lavoro di Gallo rende conto di questa infinita gamma di sfumature ‘urbane’ in maniera davvero stupefacente, passionale, sensuale, sfaccettata, commovente, ironica e auto-ironica. E, a ben pensarci, forse l’(auto)ironia e la pluralità degli sguardi sono le chiavi giuste per poter accedere veramente al labirintico tessuto urbano partenopeo, oltre al palese amore per questa città che guida l’autore in ogni passo, ogni rigo, ogni occhiata; perché per comprendere e raccontare davvero Napoli bisogna amarla per quello che è, viverla in ogni occasione e provare rabbia per la sua magnifica incompiutezza.
Nella prima sezione, dedicata “alla Napoli di sotto”, l’autore passa in rassegna le diverse anime che caratterizzano questa città: la povertà, la criminalità, la furbizia, la speranza, la frustrazione, il sogno, il tifo (calcistico), il coraggio, la rivalsa, l’ignoranza, la vigliaccheria, la frode, il razzismo, la morte, la passione, il traffico, il sesso, l’amore; il tutto condito con una eironeía (sociale, psicologica e filosofica) che porta allo scoperto la ‘vera’ Napoli dei nostri giorni. E non ci sono giustificazioni ‘buoniste’ che tengano per l’autore che, caustico, niente concede.
La seconda parte, dedicata alla “Napoli di sopra”, è narrata dalla penna di Giovanni Napolano (nomen omen!), surreale e carnascialesco alter ego di Gianfranco Gallo. Scansonato e burlone, Napolano sembra appartenere alla stessa stirpe dei fools shakespeariani o dei buffoni della commedia dell’arte, filosofi dal cervello fino e dalla lingua tagliente, gli unici che potevano permettersi di offendere il potere, rovesciare l’ordine costituito con un battuta sagace e sollevare dubbi o riflessioni nella mente dei personaggi di nobile estrazione sociale. Il suo linguaggio spesso sgrammaticato e fortemente ritmato, carnale, provocatorio, ibrido, è davvero poesia pura, allo stato brado, che mescola aspetti comico-grotteschi ad aspetti tragici”.

Inaugurata la mostra Contemporanea-Mente
(di Francesco Paolo Legnante 28/03/2011)


SANT’ARPINO. Inaugurata domenica mattina presso la Pinacoteca d’Arte Contemporanea “Massimo Stanzione” di Sant’Arpino la mostra Contemporanea-Mente che ha portato dieci artisti toscani della Collezione omonima ad esporre nel centro atellano.Al taglio del nastro dell’allestimento, che rappresenta il primo momento di un percorso sinergico fra la realtà campana e quella grossetana, hanno presenziato il Direttore Artistico della Pinacoteca santarpinese, Rosario Pinto, i curatori della raccolta d’Arte Conteporanea-Mente, Antonella Giordano e Andrea Massaro, il presidente della Pro Loco locale, Aldo Pezzella, e l’assessore alla cultura, Giuseppe Lettera. È stato lo stato lo stesso professor Pinto ad illustrare come “quella appena inaugurata è una mostra che intende proporsi non solamente come un’occasione espositiva, ma come un vero confronto culturale fra due ambiti ben precisi, quello grossetano e quello napoletano, che rappresentano nella rispettiva componente di delibazione realistica fornita la scelta di una varietà di scansioni delibative.
Insieme agli artisti ospiti del comprensorio maremmano abbiamo, infatti, chiamato a raccolta nomi partenopei che hanno arricchito questo confronto che giunge particolarmente prezioso perché esso, in fondo, segna la convergenza di azione fra due istituzioni, la Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Sant’Arpino e la Collezione d’Arte Moderna e contemporanea della Fondazione “Il Sole”, entrambe significativamente esposte sul fronte della musealizzazione del patrimonio artistico dell’arte contemporanea napoletana e campana. Tanto più meritevole d’attenzione abbiamo ritenuto l’iniziativa svolta in tal senso da “Il Sole”, perché, in fondo, quest’organismo culturale mostra di compiere una scelta originale e coraggiosa riservando una marcata attenzione alla produzione artistica di un territorio regionalmente distante”.
Dal conto proprio, i professori Antonella Giordano e Andrea Massaro hanno rimarcato come “l’intento sia quello di promuovere scambi culturali e mostre tra le pinacoteche che trattano la seconda metà del novecento italiano. Per questo motivo riteniamo sia molto interessante che dieci artisti della raccolta Contemporanea-Mente espongano le loro opere in una mostra collettiva allestita nella Pinacoteca diretta dal professor Pinto. Ci auguriamo che questo sia un primo passo che porti ad una più stretta collaborazione ed a una maggiore visibilità delle nostre raccolte d’Arte”. I responsabili delle due istituzioni culturali hanno ringraziato sia la Pro Loco di Sant’Arpino per il fondamentale supporto organizzativo dato che l’ente comunale atellano che ha patrocinato la mostra.

Napoletani e toscani a braccetto
(di Rosario Pinto 24/03/2011 ROMA)

Arte in Campania ed arte in Toscana: un rapporto tra due regioni con una lunga storia alle spalle, una storia nutrita di fertilissimi interscambi sviluppati sulla base di radici comuni che riannodano il presente all'800 macchiaiolo, se non si vuol tener conto dell'esistenza di vincoli ancor più antichi.
Alcuni mesi fa avevamo dato notizia dell'iniziativa della Fondazione "Il Sole" di Grosseto di dar corpo ad una collezione pubblica di arte contemporanea in cui la presenza della componente campana affiancasse quella toscana. Avevamo anche detto che dal punto di partenza si sarebbe potuto procedere ad avanzare ulteriormente ed ora è possibile osservare che altri passi sono stati compiuti e ne è prova la presentazione d'una mostra che sarà inaugurata domenica 27 marzo, alle ore 11, nelle sale della Pinacoteca Comunale d'Arte Contemporanea di Palazzo Sanchez de Luna D'Aragona di Sant'Arpino.
Qui converranno, infatti, dieci artisti dell'area grossetana - e più ampiamente toscana - in un incontro con altrettanti colleghi campani, per proporre una campionatura delle rispettiva ricerche in una esposizione che segna non solo un momento di intesa per una iniziativa specifica, ma la conferma d'un progetto che si volge a creare una relazione organica tra queste due realtà, nello spirito comune di promuovere una più intensa coscienza produttiva, critica e fruitiva.
Ciò che appare importante sottolineare è che l'iniziativa si propone molto curata nel dettaglio della sua articolazione organizzativa, non solo scegliendo di consolidare un processo che è già stato avviato da un pò di tempo, ma cercando, sopratutto, di porre altri tasselli d'un percorso comune che attivi opportunità partecipative che - pur distinguendo le peculiarità e le specificità delle due rispettive 'scuole' regionali - non si arresti alla soglia della divisione e della separatezza, ma, anzi, al contrario, favorisca una cultura della unità nella diversità grazie al contributo che può essere fornito dal ripensamento critico e dalla prassi creativa artistica.
A noi sembra che in momento storico in cui le incertezze globali vanno sempre più configurandosi come insicurezze di nuovo conio, cui la risposta tecnologica non è in grado di fornire risposte convincenti ed efficaci, il richiamo dell'arte al superamento delle barriere ed al riconoscimento di strumenti culturali condivisi possa costituire fattore di imprescindibile valore sul piano dell'orientamento e dell'indirizzo culturale.

Piazza a Giusepe Macrì, soddisfazione della Pro Loco
(di Francesco Paolo Legnante 6/03/2011)


SANT’ARPINO. La Pro Loco di Sant’Arpino guidata dal presidente Aldo Pezzella plaude alla decisione dell’amministrazione comunale retta dal sindaco Eugenio Di Santo di intitolare la piazza del comune atellano al tenente garibaldino Giuseppe Macrì.

È lo stesso Pezzella a rimarcare di aver appreso con notevole soddisfazione dell’intenzione della giunta municipale di cambiare il nome dell’attuale Piazza Umberto I e dedicarla alla memoria del garibaldino messinese che tanto ha dato alla nostra comunità. Allo stesso modo plaude all’idea di dedicare un monumento, da collocare nella stessa Piazza, al Tenente Macrì.
"L’iniziativa presa dal sindaco Di Santo, dall’assessore ai lavori pubblici Elpidio Iorio e dall’assessore alla cultura Giuseppe Lettera, - commenta Pezzella - non può che ricevere il nostro placet in quanto già da diversi anni la nostra associazione ha messo in piedi tutta una serie di iniziative volte a tenere vita e a valorizzare la memoria di colui che fu il proprietario del Palazzo Ducale 'Sanchez de Luna' e che tanto fece e donò in favore della comunità santarpinese ed in particolar modo dei suoi componenti più bisognosi. Come ha ricordato la stessa amministrazione comunale nel 2009 fu proprio la Pro Loco a lanciare l’idea di cambiare nome alla piazza principale del nostro paese e intitolarla al Tenente Macrì. Ma questo non è stata che una delle svariate iniziative che abbiamo messo in cantiere in questi anni. Come i nostri concittadini sanno bene da oltre 20 anni curiamo l'apertura, la pulizia e allestimento della cappella cimiteriale dello stesso garibaldino in occasione delle festività dedicate ai defunti. Solamente nell’ultimo lustro abbiamo, poi, pubblicato testi che ricordassero la sua fascinosa, e per certi versi, misteriosa figura, abbiamo commissionato e realizzato una commedia a lui dedicata, ne abbiamo ricostruito dal punto di vista storiografico la vita, grazie all’apporto di studiosi calabresi e siciliani, e soprattutto abbiamo sollecitato il restauro della Cappella votiva dedicata alla Madonna della Lettera, Patrona di Messina, da lui stessa fatta realizzare e in quest’occasione abbiamo sancito un gemellaggio con la città e la diocesi peloritana".
"La Pro Loco - conclude Pezzella - in questo 2011, in cui si celebrano i 150 dell’Unità D’Italia, ha in programma una serie di iniziative che ne rileggeranno la figura sia in ottica patriottica che all’interno del contesto locale. E, ovviamente, saremo ben lieti di lavorare al fianco dell’amministrazione comunale e di tutte le associazioni che lo vorranno in vista delle manifestazioni che porteranno alla nascita di Piazza Tenente Giuseppe Macrì".

"Il volo dell'airone", presentazione del libro di Crispino
(di Francesco Paolo Legnante 26/02/2011)


SANT’ARPINO. Partirà domenica mattina, alle 10.30. nella sala convegni del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, la seconda edizione della Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, ...

... la kermesse che, dopo l’ottimo riscontro di critica e di pubblico del 2010, torna con il suo mix di autori nazionali e locali, scrittori affermati e giovani promesse. Ad inaugurare il secondo anno della manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino sarà l’autore locale Domenico Crispino che presenterà la propria raccolta di poesie e liriche intitolata “Il Volo dell’Airone”. Al vernissage dell’opera del Crispino presenzieranno il sindaco e l’assessore alla cultura del comune atellano, Eugenio Di Santo e Giuseppe Lettera, oltre ovviamente che il presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, che porteranno i saluti di rito.
A far entrare maggiormente nel vivo i lavori, che saranno moderati da Giuseppe Dell’Aversana, saranno la responsabile della Rassegna Maria Cinquegrana, e le professoresse Maria Cristina Aprea e Rosanna Pezzella, mentre il compito di trarre le conclusioni spetterà ovviamente all’autore.
Nell’introdurre e nel descrivere l’opera del Crispino, il giornalista Rai e scrittore Luciano Scateni parla di una poesia “che si misura con il suggestivo dualismo di percorsi tra loro apparentemente distanti ed invece contigui seppure in forme e stili compositivi diversi. Le storie delle persone sono segnate dal buio della solitudine, da sofferenze fisiche e disagi dell’anima che oscurano il futuro immediato e progetti a lungo termine. La poesia del Crispino - prosegue nella sua disanima Scateni - quasi per reazione all’imbarbarimento alla stagione della decadenza che stiamo vivendo, insegue la limpidezza e la semplicità di sentimenti eterni quali l’amore, l’amicizia, la speranza, la delusione, ma su un altro versante egualmente insegue dolore, solitudine, e non di rado il tema spaventoso e pietoso della morte. Grazie ad opere come quella del Crispino si ha la prova concreta del fatto che la poesia oggi continua a godere di evidente fertilità e conferma il bisogno di immettersi su vie di fuga che ci portino lontani dalla prigione dell’individualismo in cui l’umanità è costretta a rifugiarsi per non soccombere alle conseguenze della degenerazione che scandisce l’esordio del nuovo secolo, ma soprattutto per riappropriarsi della propria umanità”.

<<Prevenire alimentando>> incontro nelle scuole
(di Angela Guarino 16/02/2011 - Il Mattino)

SANT'ARPINO. Benessere e corretta alimentazione. Questi gli argomenti del ciclo di incontri organizzati dalla Pro Loco che si terranno da domani nella scuola media <<Rocco>> e nel circolo didattico <<Cinquegrana>>. In continuità col progetto Asl <<Prevenire Alimentando>>, realizzato in occasione della diciassettesima edizione della Sagra del Casatiello, riprende la campagna informativa sul tema della corretta alimentazione attraverso quattro incontri, ciascuno di due ore, in ognuna delle interessate, indirizzati a giovani, giovanissimi e adulti. <<E' fondamentale dichiara il presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella che nella nostra società così opulenta, sopratutto dal punto di vista alimentare, nella quale l'obesità è in costante crescita sopratutto tra i bambini, siano innanzitutto i giovani a conoscere le regole di una corretta alimentazione e l'importante della prevenzione delle malattie legate al cibo, alcune delle quali vere e proprie malattie psicologiche. Per questo abbiamo voluto dare vita a questi incontri nelle scuole fra ragazzi ed esperti della materia affinchè le nuove generazioni possano essere informate sulle problematiche a cui si va incontro se non si segue un'alimentazione sana dalla più giovane età>>. Nell'arco degli incontri verrà indicato come riconoscere i disturbi alimentari, come intervenire e come leggere le etichette dei prodotti. Il fine principale è di sfatare il mito che solo i ciobi ricchi di zuccheri e di grassi possano soddisfare un palato esigente e migliorare l'umore dimostrando che, invece, consumare un pasto leggero e sano prepara il corpo alle diverse attività della giornata e che la qualità della vita migliora se migliorano le abitudini alimentari.

Pro Loco e scuola "Rocco" insieme per l’educazione alimentare
(di Francesco Paolo Legnante 7/02/2011)


SANT’ARPINO. Importante sinergia instauratasi fra la Pro Loco di Sant’Arpino e l’Istituto Comprensivo “Vincenzo Rocco”.

In questi giorni il sodalizio guidato dal presidente Aldo Pezzella e l’istituto scolastico retto dal dirigente Angelo Dell’Amico hanno stipulato due accordi dall’alta valenza formativa. Il primo progetto riguarda il Sostegno Didattico e darà la possibilità a studenti e studentesse delle facoltà di “Scienze della formazione primaria” e “Scienze dell’educazione” di fare tirocinio proprio presso la scuola elementare. Gli studenti universitari presteranno assistenza scolastica ai bambini delle classi elementari del suddetto istituto nelle ordinarie ore di lezioni, che vanno dalle 8.15 alle 13.15 dal lunedì al venerdì; dalle 8.15 alle 11.15 del sabato.
Al termine del percorso didattico sarà rilasciato, ai partecipanti, un certificato che attesterà il praticantato svolto presso la scuola. In questi giorni, poi, sempre la Pro Loco e l’Istituto Comprensivo ponendosi in continuità col progetto Asl “Prevenire Alimentando”, posto in essere durante la 17esima edizione della Sagra del Casatiello, hanno ritenuto opportuno riprendere la campagna informativa sul tema della corretta alimentazione avvalendosi della preparazione della dottoressa Anna Lamo, psicologa e psicoterapeuta, che per l’occasione ha organizzato quattro incontri indirizzati ai giovani, giovanissimi e adulti presenti sul Territorio. Il progetto, intitolato benessere e alimentazione. A breve sarà reso noto il calendario degli incontri.
“Queste due nuove iniziative – dichiara il presidente Pezzella – si pongono in linea con la tradizione della Pro Loco di Sant’Arpino sin dalla sua fondazione che ha sempre riservato un’attenzione particolare ai giovani. Da sempre abbiamo invitato i cittadini ad unirsi a noi affinché, insieme, possiamo intraprendere un percorso di conoscenza altamente formativo. Un invito che rivolgiamo con particolare passione ai giovani affinché la loro vita sia caratterizzata dall’amore per il sapere e, specificamente, per le radici storiche della propria Comunità. E le due iniziative messe in cantiere insieme al Istituto ‘Rocco’ vanno proprio in questa direzione e siamo certi che riusciranno a coinvolgere tanti ragazzi e tante famiglie”.

Mezzo secolo d'arte in Terra di Lavoro
(di Rosario Pinto - 13/01/2011 - ROMA)


E' in corso presso le sale della Pinacoteca Comunale d'arte contemporanea di Palazzo Sanchez De Luna di Sant'Arpino la mostra espositiva di artisti di Terra di Lavoro, che hanno operato, in particolare, nell'area che si estende da Marcianise fino ai confini dell'Agro aversano. E', insomma, una mostra fortemente "territoriale" questa, ed intende coprire un arco temporale, tra gli anni Sessanta ed oggi, in cui questa realtà ambientale ha saputo emergere come un polo dotato di una sua precisa identità. La perimetrazione territoriale è anche il segno di una scelta di campo e le personalità di artisti prescelti non esauriscono, evidentemente, la campionatura delle forze in campo, essendo chiaro che questa mostra vuole essere un primo momento di analisi del contesto artistico locale enon una rassegna esaustiva della sua realtà.
La mostra prende avvio dalle dinamiche creative degli anni Sessanta e Settanta, analizzando le logiche produttive che segnarono sial il
"Movimento dell'Arte nel Sociale" che il "Realismo di denuncia", attraversando, inoltre, fasi di ricerca di marca espressionistica o, per converso, di declinazione aniconica svolta, questa, variamente, all'insegna della delibazione surreale o dell'inasprimento materico.
Ecco, allora, dispiegarsi gli interventi di Nicola Villano, come di Raffaele Salzillo (nella foto una sua opera), che avviano un'esperienza di "Realismo di denuncia", affiancati dal risentimento segnico di Salvatore Acconcia e di Salvatore Piccirillo. L'opzione iperfigurativa di Domenico e Mario Falace, che segna la fase più recente ed innovativa della loro ricerca artistica trova il suo ancoraggio nelle ragioni del "Sociale" e nella sua pratica ri-creativa di cui si è fatto artefice, inoltre, sul fronte iperfigurativo, quella di Silvano Battimiello. Della temperie surreale, talvolta arricchita di venature espressionistiche, si fanno portatori Lavinio Sceral e gli stessi Anna ed Andrea Iavarone, mentre gli accenti più insistitamente aniconici appartengono tutti alla creatività di Pasquale Dell'Aversana.
E' una mostra compatta e serrata, insomma, che accompagna il percorso d'attenzione al territorio che la Pinacoteca non manca di coltivare unitamente con le sue attività di ricerca rivolte alla ricostruzione storica di importanti momenti dell'arte contemporanea nazionale ed internazionale.

Giochi e doni per i diversamente abili
(di Angela Guarino - 7/01/2011 - Il Mattino)


SANT'ARPINO. Grande festa lo scorso mercoledì per i diversamente abili del comprensorio atellano. << La festa del sorriso>>, organizzata dalla Pro Loco di Sant'Arpino in collaborazione con le associazioni <<Maccus>> e <<Federcasalinghe>>, giunta alla sua undicesima edizione è stata, anche quest'anno, caratterizzata dalla voglia di divertirsi e stare insieme in allegria, un vero e proprio momento di spensieratezza per chiudere le festività natalizie e cominciare con un sorriso il nuovo anno.
<<Anche nel 2011 - dichiara il Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, - la nostra associazione inaugura le proprie attività annuali con un pensiero ai diversamente abili del nostro comune e di quelli vicinori. Un' occasione per stare insieme con gioia e serenità che rappresenta ormai un appuntamento imprescindibile per tutti noi e per quanti vi partecipano oltre che una tradizione ormai profondamente consolidata all'interno della comunità atellana. E, mai come quest'anno, abbiamo registrato una partecipazione elevata, tanto che abbiamo dovuto aggiungere dei tavoli, a testimonianza che sono sempre di più gli amici che hanno voluto trascorrere questo momento insieme a noi>>.
La festa si è svolta, come da tradizione, nell'androne del secondo padiglione della Scuola Media Statale <<Vincenzo Rocco>> e ha visto i partecipanti coinvolti in balli e spettacoli di animatori. Gli ospiti hanno inoltre cenato insieme a tutti i volontari. <<Desidero ringraziare - conclude Pezzella - tutti coloro che anche quest'anno hanno reso possibile realizzare una manifestazione che tradizionalmente nei giorni, a cavallo dell'Epifania, ci consente di stare insieme a questi bambini e ragazzi che non sempre ricevono le giuste attenzioni. Siamo, allo stesso tempo, perfettamente consapevoli che serate del genere sono, sì, impartanti ma non possono essere fini a se stesse in quanto è necessario proseguire nella quotidianità l'azione di integrazione.

Undicesima edizione de "La Festa del Sorriso"
(di Francesco Paolo Legnante 4/01/2011)


SANT’ARPINO. Tradizionale appuntamento con la Festa del Sorriso, l’iniziativa ideata ed organizzata della Pro Loco di Sant’Arpino, che ogni anno, in concomitanza con l’Epifania, fa vivere un grande momento di festa ai bambini, agli adolescenti e ai ragazzi diversamente abili del comprensorio atellano.

Fortemente voluta dal compianto Presidente Amedeo D’Anna, la Festa del Sorriso si svolgerà mercoledì 5 gennaio dalle 17:30 presso la scuola media "Vincenzo Rocco". Patrocinata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco
Eugenio Di Santo, la manifestazione, come da tradizione consolidata vedrà alternarsi giochi, con un rinfresco, il tutto accompagnato dal piano bar e dall'animazione di clown e pagliacci.
Anche nel 2011 - dichiara il presidente della Pro Loco di Sant'Arpino,
Aldo Pezzella - la nostra associazione inaugura le proprie attività annuali con un pensiero ai diversamente abili del nostro comune e di quelli viciniori. Un momento di gioia e serenità che rappresenta ormai un appuntamento imprescindibile per tutti noi e per quanti vi partecipano che ormai si è profondamente consolidato fra la nostra cittadinanza. Ovviamente non posso che ringraziare quanti rendono possibile la Festa del Sorriso a cominciare da Teresa D'Anna, il cui apporto anche quest'anno è stato fondamentale e che porta innanzi la splendida istituzione avuta da suo marito Amedeo, compianto presidente della Pro Loco. Un grazie che estendo a tutti quanti soci e volontari si prodigano per la buona riuscita della Festa, all'amministrazione comunale retta dal sindaco Di Santo che patrocina la manifestazione, alle Federcasalinghe che da sempre sono al nostro fianco per questa occasione. Invito ovviamente tutti a prendere parte alla Festa del Sorriso, che da quest’anno porterà il nome di Amedeo D’Anna, per trascorrere insieme un momento di gioia e di fratellanza con i nostri amici diversamente abili".

 

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