PROLOCO SANT'ARPINO

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Comunicati stampa 2012

RASSEGNA STAMPA

COMUNICATI STAMPA 2012

No a patrocinio per De Crescenzo. Pro Loco: “Discriminati”
(di Francesco Paolo Legnante il 27/12/2012)


SANT'ARPINO. La Pro Loco di Sant’Arpino, con una lettera protocollata nella giornata di venerdì, interviene sulla vicenda che ha portato alla revoca del patrocinio da parte dell’amministrazione comunale alla manifestazione in onore di Luciano De Crescenzo svoltasi lo scorso otto dicembre.
La querelle è nata con il provvedimento adottato dall’esecutivo cittadino, in quanto nel manifesto che promuoveva l’evento era presente, come sponsor, il logo di un’azienda che, secondo il sodalizio, non era gradita agli amministratori santarpinesi.Ecco il testo integrale della missiva firmata, a nome dell’intero direttivo della Pro Loco, dal presidente Aldo Pezzella, ed inviata al sindaco, Eugenio Di Santo, ed all’assessore alla cultura, Giuseppe Lettera.

Signor Sindaco, signor assessore, dopo aver preso visione della delibera di giunta con la quale revocate il patrocinio alla presentazione del libro dello scrittore e filosofo Luciano De Crescenzo una profonda amarezza ha pervaso il nostro animo di operatori culturali in quanto riteniamo che la cultura sia un luogo di confronto ove la polemica politica rimane fuori dalla porta. La bella manifestazione da voi tenuta in onore del professore Giuseppe Limone avrebbe dovuto trasmettere questa dimensione educativa a tutti, invece prendiamo atto che così non è stato. Noi in data 14 dicembre abbiamo inviato un'articolata missiva con la quale oltre ad esprimere il nostro dissenso abbiamo documentato i passi compiuti per l'organizzazione dell'incontro con De Crescenzo e dato piena disponibilità al confronto. In nostra risposta voi, invece, in pari data avete dato vita ad un atto deliberativo di pura prepotenza senza tenere conto delle nostre articolate motivazioni e della nostra disponibilità offerta nella missiva di cui sopra. La nostra amarezza è resa ancora più grande dalla constatazione che mai nella storia repubblicana di questo comune, dal 1946 ad oggi, si era verificata la revoca di un patrocinio ad una manifestazione culturale: per trovare un'aberrazione simile bisogna forse cercare negli archivi del podestà di Atella di Napoli. La revoca di un patrocinio si attua solo di fronte a casi molto gravi e non certo per la presenza di uno sponsor inviso politicamente al sindaco pro tempore. Le associazioni di volontariato come la nostra, per concretizzare idee e progetti devono per forza far ricorso al generoso contributo degli sponsor. Ritenere che la presenza di uno sponsor possa orientare politicamente è un ragionamento che offende l'intelligenza delle persone che partecipano ad una manifestazione culturale, è come ritenere che tutti i presenti alla manifestazione in onore di Giuseppe Limone voteranno poi per Di Santo e Lettera. A molti la vostra assenza di fronte ad un ospite anziano e ad un monumento vivente della cultura filosofica italiana, è apparsa un gesto di "scostumatezza" da parte di amministratori pubblici che invece devono praticare l'ospitalità come una regola deontologica ineludibile. Noi ci abbiamo messo tutto il nostro per fare di Sant'Arpino "l'Atene della Cultura" nel rispetto di quanto insegnato da Giuseppe Limone (il tutto senza gravare sulle casse pubbliche), voi invece ci avete messo tutto il vostro per rovinare la festa ad un Filosofo che insegna al mondo intero amore per la cultura. A nostro giudizio, inoltre, la delibera è chiaramente illegittima in quanto una revoca di patrocinio fatta con manifestazione già avvenuta è inammissibile ed è un caso unico nella storia del diritto amministrativo italiano. Per di più nessuna legge italiana vieta la presenza di uno sponsor privato in iniziative istituzionali patrocinate dall'ente pubblico e non a caso deliberate senza citare alcun riferimento normativo. Del resto sono tante le iniziative da voi patrocinate con la presenza di sponsor privati. Tanto è vero che in questi giorni si stanno svolgendo iniziative patrocinate dalla vostra amministrazione con sponsor, fra i quali figura anche quello stesso per cui ci avete revocato il patrocinio. In altri termini questa vostra delibera si chiama discriminazione ai danni della Pro Loco! Infine vi facciamo notare che nella mail inviata dall'assessore in data 7 dicembre si dice che la delibera era stata già adottata (falso!) e che il motivo (vero!) della revoca era dovuta al fatto che lo sponsor presente sotto le locandine "...è legalmente rappresentato dal competitor dell'attuale sindaco in carica per le prossime elezioni amministrative", cosa che invece non avete avuto il coraggio di ripetere e scrivere nella delibera di revoca del giorno 14. Dunque illegittimità e discriminazione sono le caratteristiche del vostro deliberato. Per amore della storia vi rammentiamo che l'attuale sindaco pro tempore, quando era candidato sindaco ha sponsorizzato, in veste di imprenditore, diverse manifestazioni culturali. Poiché non abbiamo paura delle prepotenze né tantomeno ci riteniamo vostri sudditi, per il rispetto che dobbiamo a noi stessi, vi rinnoviamo la nostra protesta ribadendo nel contempo che, nonostante la prepotenza subita, continueremo ad operare con l'unico fine che ci appassiona e ci interessa ovvero quello di valorizzare il territorio con la speranza che questo nobile obiettivo sia la meta alta che accomuni amministratori ed amministrati. Distinti saluti.

Per il DIRETTIVO
Il Presidente della Pro Loco
Aldo Pezzella

Raidue, il Casatiello di Sant'Arpino su "Eat Parade"
(di Francesco Paolo Legnante 18/12/2012)


SANT’ARPINO. Venerdì 21dicembre, alle ore 13.30, sulla rete Rai 2 la rubrica “Tg2 – Eat Parade” parlerà del gustoso Casatiello di Sant'Arpino, rustico a cui da oltre venti anni la Pro Loco della cittadina aversana dedica una sagra divenuta ormai celebre in tutta Italia.

Toccherà, in particolare, al presidente del sodalizio atellano Aldo Pezzella e al cuoco Mimmo Migliaccio illustrare la ricetta tradizionale con cui si tramanda la tradizione secolare di questa gustosa pietanza pasquale. Il Casatiello atellano, preparato a Sant'Arpino da tempo immemore, viene apprezzato e gustato da migliaia di buongustai nei giorni della sagra che si celebra nella seicentesca piazza Umberto I nell'ultimo week end di maggio.
La storia dell'origine della sagra, unica in tutta la Campania, affonda le radici in un'antica consuetudine locale che vedeva il giorno del martedì in albis recarsi nei primaverili campi fioriti, a ridosso dell'antichissimo romitorio di San Canione, festanti compagnie di gitanti che provenienti da tutti i paesi del circondario consumavano il gustoso e calorico rustico fra balli e canti.
La tradizione del martedì in albis, che originariamente si svolgeva negli spazi attigui alla chiesa di santa Maria di Atella, era un modo con cui gli atellani celebravano l'arrivo della Pasqua che nel casatiello viene rappresentata simbolicamente dalle famose uova intrecciate che vengono messe a cuocere insieme al rustico in forni a legna ancora in uso presso le antiche case contadine. La sagra nel corso delle sue prime venti edizioni ha visto anche la preparazione di un Casatiello da guinesss dei primati dal peso di quattro quintali e dal diametro di circa due metri.
Nel corso dei tre giorni della sagra oltre all'esposizione dei rinomati panifici locali, avviene l'esibizione di gruppi folk, concorsi vari, premiazioni e degustazione di ottimo vino fra mille bancarelle e giostre come in un'antica fiera contadina.
La modalità di preparazione del rustico che rappresenta l'orgoglio e l'eccellenza enogastronomica della terra santarpinese vengono ora esposte e trasmesse dalla Rai in quanto il rustico ha suscitato l'interesse di Bruno Gambacorta, attento e competente giornalista del Tg2 nonché ideatore e conduttore della rubrica culinaria “Eat Parade”, il quale da anni divulga la ‘cultura alimentare’, la storia, le tradizioni e le tipicità del nostro Paese. Il giornalista, giunto a Sant'Arpino lo scorso maggio per ricevere il Premio PulciNellaMente, rimase affascinato dalla sagra, dal grande coinvolgimento popolare e dalla storia di questo particolare ciambella di formaggi e salumi tanto da decidere di farne un tema della sua rinomata trasmissione.
“Siamo molto onorati e lusingati – ha dichiarato il presidente
Aldo Pezzelladell'attenzione che il prestigioso giornalista Bruno Gambacorta ha riservato a questa specialità culinaria del nostro territorio che per noi significa storia, tradizioni, valori, folklore, vita sana. Il servizio televisivo rappresenta un ulteriore prova del buon lavoro dell'associazione sempre proteso verso la diffusione e la conoscenza della storia e della tradizioni del nostro paese”.
Dunque, per molti la data di venerdì 21 dicembre sarà ricordata non come la data della fine del mondo ma come la scoperta della gustosa ricetta del Casatiello che consentirà di preparare un Casatiello da fine del mondo.

In migliaia per Luciano De Crescenzo
(di Francesco Paolo Legnante 9/12/2012)


SANT’ARPINO. Per la grandezza del personaggio, per la profondità dei contenuti, per l'immensa partecipazione di popolo, la mattinata dell'Immacolata vissuta a Sant'Arpino con il filosofo - scrittore Luciano De Crescenzo è destinata ad essere annoverata tra le pagine più belle ed indimenticabili della comunità atellana.

De Crescenzo, giunto a Sant'Arpino per presentare il suo ultimo libro «Fosse 'a Madonna» (edito da Mondadori), non si è sottratto ad alcun tipo di domande, una conversazione che si è sviluppata lungo la direttrice dei ricordi e delle immagini più significative della sua vita affermando che oggi, a 84 anni, la fortuna più grande della sua esistenza non sono stati i soldi o il successo ma "la notizia di chiusura del secondo conflitto mondiale giunta esattamente nel giorno in cui ero stato reclutato da Mussolini (all'età di 16 anni) per partire per il fronte. Avevo appena imbracciato un fucile da guerra quando mi comunicarono la stupenda notizia senza la quale probabilmente sarei stato interessato da destino sicuramente meno fausto di quello che tutti voi conoscete".
L'evento, svoltosi nell'accogliente sala convegni del seicentesco Palazzo Ducale "Sanchez de Luna", è stato magistralmente organizzato dalla Pro Loco di Sant'Arpino guidata da Aldo Pezzella che nel corso della sua introduzione ha ricordato che:
"Da circa 30 anni la nostra associazione si muove con tenacia e determinazione nel solco della promozione della gloriosa radice storico - culturale di questa terra. Tra gli innumerevoli eventi promossi nel lungo arco di tempo della nostra esistenza, sicuramente quello con De Crescenzo è da considerarsi tra i più prestigiosi".
Infine, Pezzella ha ringraziato tutti i soci della Pro Loco che hanno lavorato per la buona riuscita dell'iniziativa e la Unit Energy che con il suo contributo ha consentito lo svolgimento dell'incontro con l'autore di "Così parlò Bellavista". Altrettanto significativo l'intervento di Giuseppe Dell'Aversana, presidente onorario della Pro Loco, il quale ha rimarcato che: "Sant'Arpino vanta un primato tutto particolare essendo il comune casertano con la maggior presenza d'immagini sacre raffiguranti la vergine Maria. Oltre alle madonne tradizionali, qui solamente si venera la Madonna di Atella e (caso unico in Campania) la Madonna della Lettera, protettrice di Messina".
Dell'Aversana ha poi fatto presente che allo scrittore che il luogo di svolgimento dell'evento anticamente era consacrato alla Madonna dell'Immacolata nella scomparsa chiesa edificata da S.Elpidio nel V sec. d.C. e poi abbattuta dai Sanchez de Luna per edificare il palazzo ducale nel 1592. Luciano De Crescenzo, tra un video e l'altro, ha affrontato a modo suo e con la sua proverbiale ironia, tematiche e sentimenti profondi quali l'amore, la felicità, il bene, la religiosità, il culto della Madonna e altro.
Simpaticissimi i siparietti con l'attore Lucio Allocca di Un posto al sole, entrambi tra l'altro hanno ricordato l'esperienza indimenticabile delle riprese del film tratto dal best seller Così parlò Bellavista che li vide fortemente coinvolti. Il direttore della Rassegna Nazionale di Teatro Scuola PulciNellaMente, Elpidio Iorio, ha consegnato in premio al filosofo-regista un'artistica riproduzione del Maccus (la più nota delle maschere atellane) ricordando che proprio nel best seller Così parlò Bellavista Luciano De Crescenzo aveva evidenziato che la Napoli antica piuttosto che essere annoverata per la presenza di grandi generale e guerrieri era ricordata per la presenza di abili attori tra i quali appunto Maccus, Bucco, Dossenus e Pappus.
In conclusione della mattinata, tra un crescendo di pubblico e di consensi, Luciano Catena del comitato "Contromunnezza" ha letto un intenso appello a sostegno del campagna contro i roghi tossici che è stato molto condiviso da De Crescenzo che ha condannato questa terribile piaga che investe la gloriosa terra campana. Alla fine della mattinata De Crescenzo ha firmato decine di autografi al numeroso pubblico accorso per festeggiare e stringere la mano ad un monumento vivente della cultura filosofica partenopea figlia della Magna Grecia.

Luciano De Crescenzo presenta "Fosse 'a Madonna"
(di Francesco Paolo Legnante 6/12/2012)


SANT’ARPINO. Nel giorno dell'Immacolata Luciano De Crescenzo sarà a Sant'Arpino, il paese casertano che vanta una numerosa "presenza" di Madonne, per presentare il suo ultimo libro «Fosse 'a Madonna» (edito da Mondadori).

L'originale evento, ideato e promosso dalla Pro Loco di Sant'Arpino, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale e con il sostegno dello sponsor Unit Energy, si svolgerà alle ore 10.30 di sabato 8 dicembre nella sala convegni del seicentesco Palazzo Ducale "Sanchez de Luna". «Vergine madre figlia del tuo figlio, umile ed alta più che creatura....»: l'incipit famosissimo del trentatreesimo canto del Paradiso, quello in cui Dante descrive la madre di Gesù attraverso la preghiera di San Bernardo alla vergine Maria, potrebbe essere scritto sulla cartellonistica stradale della millenaria cittadina posta alle porte di Aversa. Oltre che per essere la culla del teatro italiano con le famigerate Fabulae Atellanae, infatti, l'antica Sant'Arpino vanta un primato tutto particolare: è il comune in provincia di Caserta con la maggior presenza d'immagini sacre raffiguranti la vergine Maria.
Oltre alla Madonna di Pompei, la Madonna del Carmine, la Madonna di Montevergine, la Madonna delle Grazie, il cui culto è ampiamente diffuso in tutta la zona, nel comune atellano si trovano raffigurate e venerate da lontanissima data anche la Madonna del Buon Consiglio, la cui devozione venne qui introdotta dai feudatari spagnoli Sanchez de Luna che, tra l'altro, ad essa dedicarono un bellissimo altare in marmo nella chiesa parrocchiale, e Santa Maria a Piro la quale, posta solitaria nell'antica zona archeologica, segna il livello del primitivo cardine dell'osca Atella. Solo a Sant'Arpino, inoltre, si venera la Madonna di Atella, a cui era dedicata una delle strade più antiche del paese che conduceva all'omonima chiesa. Sempre nella cittadina della terra aversana, si trova anche (unico caso in Campania) la Madonna della Lettera, molto venerata a Messina, che venne portata nel centro atellano da un garibaldino di origine siciliana che dispose la realizzazione di un bellissimo dipinto su una facciata laterale del palazzo ducale.
"Non è un caso, dunque - sottolinea il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella - che proprio nel giorno dell'Immacolata Concenzione , a cui tra l'altro era dedicato uno degli altari dell'antichissima chiesa di S.Elpidio del V sec. d.C., il grande Luciano De Crescenzo abbia deciso di parlare del suo libro nel paese delle Madonne ove la cultura religiosa mariana ha stratificato fede e storia in un connubio ancestrale".
Il libro è l’ultima fatica letteraria dell’ingegnere-filosofo-scrittore-regista, grande cultore dei miti greci e dei personaggi omerici cui ha dedicato tanti libri, autore del best seller Così parlò Bellavista, che ora sviluppa una riflessione sulla madre di Gesù in chiave rigorosamente napoletana e quindi condita di ironia, riti e credenze popolari. Da Napoli, dove spesso anche il sacro diventa teatrale, per la mattinata di Sant'Arpino arriveranno studiosi, giornalisti, critici letterari ma anche attori - tra cui Lucio Allocca di Un posto al sole - che daranno man forte a Luciano De Crescenzo nella valutazione di questa sua singolare ricerca sulla madre di Gesù, che si snoda dai vicoli del bel golfo di Napoli e approda non senza sorprese alla conclusione che la Madonna è "presenza" costante nel linguaggio e nella cultura di tutti i giorni, di quanti credono e non, viene invocata per ogni situazione sacra o profana, a Lei tutti rivolgono speranza e gratitudine.
Luciano De Crescenzo (Napoli, 1928), ingegnere in Ibm per vent'anni, ha esordito come scrittore nel 1977 con Così parlò Bellavista. Da allora ha pubblicato oltre 30 libri, tradotti in 19 lingue. È stato anche regista, attore, sceneggiatore. Tra le sue opere, tutte pubblicate da Mondadori, ricordiamo: Raffaele, La Napoli di Bellavista, Zio Cardellino, Storia della filosofia greca, Oi Dialogoi, Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo, Elena, Elena amore mio, Il dubbio, Croce e delizia, Panta rei, Ordine e disordine, Nessuno, Sembra ieri, Il tempo e la felicità, Le donne sono diverse, La distrazione, Tale e Quale, Storia della filosofia medioevale, Storia della filosofia moderna (Da Niccolò Cusano a Galileo Galilei), Storia della filosofia moderna (Da Cartesio a Kant), I pensieri di Bellavista, Il pressapoco, Il caffè sospeso, Socrate e compagnia bella, Ulisse era un fico e Tutti santi me compreso”.

Pro Loco, presentazione del libro di Monica Balsamo
(di Francesco Paolo Legnante 8/11/2012)


SANT’ARPINO. Nuovo appuntamento della rassegna letteraria “Sulle Orme del Cantor D’Enea”, la kermesse culturale organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino con il patrocinio della locale Amministrazione comunale.

Domenica mattina, alle ore 10:30, nei suggestivi saloni della Pinacoteca di Arte Contemporanea "Stanzione", sita al secondo piano del Palazzo Ducale "Sanchez de Luna", si terrà la presentazione del testo «Pace fatta.. forse! - Quando la Testa e l'Anima capiscono d'amarsi» di Monica Balsamo, edito da "Albatros" (pp. 136, Euro 13,90).
A discutere con l'autrice, nel corso dei lavori moderati dal giornalista Elpidio Iorio, saranno Alessandra Tommasino, giornalista de "Il Mattino", e Gianmaria Talamo, regista della Compagnia Teatrale Abusiva dei Murattori di Positano (Salerno), mentre a portare i saluti della cittadinanza sarà l’assessore alla cultura Giuseppe Lettera, e a fare gli onori di casa sarà il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella. «Il libro si snoda lungo un surreale dialogo fra la testa e l'anima». A parlare è la simpatica, estroversa, profonda e intelligente Monica Balsamo, che vive ad Afragola (Napoli), è laureata in Giurisprudenza ed opera nel settore bancario come libero professionista.
«Questa storia - aggiunge l'autrice - nasce dalla confusione più assoluta. Come spesso accade è da lì che parte tutto... quando non ne puoi davvero proprio più! Adesso è arrivato il momento di dire basta. Ho deciso che la Testa e l'Anima, con tutto ciò che rappresentano, finiscano di litigare e di farmi andare al manicomio. Ho deciso che facciano pace. Non so ancora, però, se loro sono d'accordo. Quando ci capita di dover compiere una scelta, anche una banalissima, come mettere la blusa rossa o quella verde, magari spesso ci capita di incartarci; manco dovessimo decidere da soli le sorti dell'umanità. Figuriamoci quello che può succedere con le scelte davvero complicate, ci inoltriamo in quei labirinti che possono portarci alla follia. Ecco che si presenta puntuale, come un mal di pancia prima di uscire. Tu sei lì sulla porta e quello, lì, che chiede la precedenza: la confusione, il disorientamento, la paura... e tutto quello che sicuramente conoscete alla perfezione».
Come mai questo libro? «Io scrivo da sempre - conclude la Balsamo - l'Anima e la Testa devono avere un identità assoluta.... Vivono nello stesso corpo ,bisogna avere il coraggio di dirsi la verità».

Gianni Solino presenta "La Buona Terra" al Palazzo Ducale
(di Francesco Paolo Legnante 21/09/2012)


SANT’ARPINO. Dopo la pausa estiva riprendono gli appuntamenti della rassegna letteraria “Sulle Orme del Cantor D’Enea”, la kermesse culturale organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino con il patrocinio della locale Amministrazione comunale.
Domenica mattina, alle ore 10.30, nei suggestivi saloni della Pinacoteca di Arte Contemporanea "Stanzione", sita al secondo piano del Palazzo Ducale "Sanchez de Luna", si terrà la presentazione del testo “La Buona Terra. Storie delle terre di don Peppe Diana" di
Gianni Solino, edito da "La Meridiana" nella collana Passaggi (pp. 136, Euro 14). discutere con l'autore, nel corso dei lavori moderati dalla docente Adele D'Angelo, saranno Peppe Pagano, fondatore di Nco (Nuova Cucina Organizzata), e Valerio Taglione, coordinatore Associazione “Libera” - Caserta, mentre a portare i saluti della cittadinanza sarà l’assessore alla cultura Giuseppe Lettera, e a fare gli onori di casa sarà il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella. Il libro sviluppa un'analisi rigorosa sul fenomeno delinquenziale che investe i territori della provincia di Caserta, in particolare l'agro aversano.
«La camorra - sottolinea nel testo introduttivo don Luigi Ciotti - è un mondo, con le sue leggi, i suoi codici, identità e linguaggi, con regole di governo interno e sistemi di relazione esterna. Un "Sistema", appunto. Che viene percepito come escrescenza e corpo estraneo dagli altri cittadini quando uccide e fa strage, ma col quale si finisce per convivere nella quotidianità».
Ma, osserva Solino, «la camorra non è un "male endemico" da cui non si può guarire, ma un fenomeno socio economico criminale che ha avuto un inizio e avrà una fine». L'omicidio di don Peppe Diana ha rappresentato un punto di svolta per questi luoghi non più chiusi in un atteggiamento di omertà e rassegnazione.
Le terre di don Peppe Diana oggi, infatti, sono l’espressione concreta di situazioni e luoghi in cui il volontariato organizzato e le scelte quotidiane dei singoli possono offrire opportunità di lavoro diverse da quelle proposte dalla criminalità. Creando un'economia altra si toglie di fatto manodopera a chi ha gestito il potere economico fino a quel momento. Lottando per la creazione di un nuovo sistema culturale, sociale e politico, sono nati i presupposti per poter dare inizio a un sistema sociale positivo.
L’associazione di volontariato Jerry Masslo, la Nuova Cucina Organizzata, la cooperativa Al di là dei sogni, la Comunità di Capodarco non sono soltanto alcuni tra i tanti nomi citati a giusto merito nel testo di Gianni Solino, ma sono la sintesi di volti, vicende umane e scelte di vita che hanno saputo sfidare legalmente la camorra usando le risorse offerte dal territorio stesso, rispondendo ad emergenze umane e sanitarie – tra le tante l’arrivo di immigrati irregolari e la piaga della prostituzione – e soprattutto passando ad un uso sociale dei terreni e delle ville confiscate alla camorra. Perché, come ha efficacemente affermato il Comitato don Peppe Diana, «l’uso sociale dei beni confiscati è il principale indicatore di come una comunità si sia riscattata dal dominio del clan».
La Buona Terra si riallaccia in maniera speculare al primo libro di Gianni Solino, Ragazzi della terra di nessuno (edizioni la meridiana, 2008): se nel primo la narrazione raccontava di storie di ragazzi inghiottiti senza ritorno dal sistema camorristico, in questo si lascia spazio a chi ha lanciato e continua a lanciare quotidianamente la sfida della legalità economica.
Le prime erano terre che conducevano a un finale di solitudine, violenze e morte; le seconde, invece, sono storie iniziate ma non concluse e poggiate sulla solida base di un gruppo in continua crescita. Cominciare a raccontare queste vicende è il modo per dare loro vita, e dare vita soprattutto a quei territori.

“La Lunga notte dei Mille” di Paolo Brogi
(di Francesco Paolo Legnante 1/06/2012)


S
ANT’ARPINO. Sognatori, avventurieri, bastian contrari. In una parola, garibaldini. Dopo la spedizione del 1860, ne fecero di tutti i colori, continuando a scorazzare per il mondo, finendo chi Patagonia e chi a Sumatra, chi a fare il sindaco di Roma (Luigi Pianciani) e chi addirittura in manicomio.

È l’affascinante storia delle leggendarie “camice rosse” che unirono l’Italia quella che viene raccontata nel libro “La Lunga Notte dei Mille” di Paolo Brogi pubblicato da Aliberti Editori. Il lavoro sarà presentato domenica mattina a Sant’Arpino nell’ambito della terza edizione della Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”. Location dell’appuntamento organizzato dalla Pro Loco santarpinese sarò il Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, il cui ultimo proprietario è stato un garibaldino come Giuseppe Macrì, a cui presto sarà ufficialmente intitolata la piazza principale del paese atellano attualmente dedicata a Re Umberto I. A discutere con l’autore delle avventurose vicende post 1860 degli artefici dell’Unità d’Italia, saranno lo studioso locale e Presidente Onorario della Pro Loco, Giuseppe Dell’Aversana, e la Vice Presidente della Pro Loco di Caiazzo (città che vide la celebre battaglia sul Volturno), Maria Grazia Fiore.
I lavori, che saranno moderati da Francesco Paolo Legnante, saranno aperti dai saluti del Presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, e da quelli del sindaco e dell’assessore alla cultura del Comune di Sant’Arpino, Eugenio Di Santo e Giuseppe Lettera.
Un’opera quantomai originale quella di Brogi anche perché mentre sullo sbarco a Marsala e sui sei mesi dell’incredibile impresa nel Sud si sono scritti centinaia di libri di storia, nessuno aveva mai indagato sulla diaspora della migliore gioventù di allora. La lunga notte dei Mille ci regala un pittoresco affresco di quell’esercito di idealisti e di anime inquiete. Dopo lo scioglimento del 6 Novembre del 1860 la sorte dei garibaldini si separò. Fra i seguaci del Generalissimo alcuni si dedicarono alla politica o al giornalismo, mentre uno come Carmelo Agnetta fu coraggioso prefetto dello stato contro la mafia. Dal canto proprio Giuseppe Nuvolari, contadino, divenne uno dei più accaniti accusatori del sistema del nepotismo meridionale.
La lunga notte dei Mille non fu sempre lieta. Il peso di aver fatto la storia d’Italia segnò la vita dei garibaldini. Ventiquattro di loro impazzirono e furono ricoverati in manicomio, come Giuseppe Abbagnale e Giuseppe Fanelli, che morirono nell’ospedale psichiatrico di Napoli. Nino Bixio, il luogotenente di Garibaldi, fu stroncato dal colera nelle isole della Sonda. Altri reduci dei Mille continuarono la lotta per la libertà in altre parti del globo, finendo a combattere e spesso a morire in Polonia, in Russia o addirittura in Sudan. Il libro di Brogi è, dunque, il ritratto affascinato ed affascinante di una generazione di italiani che ha fatto da battistrada all’Italia di oggi.

Sagra del Casatiello: le congratulazioni del sindaco Di Santo
(di Francesco Paolo Legnante 29/05/2012)


SANT’ARPINO. “Un fiore all’occhiello per la nostra comunità e un motivo di orgoglio per il nostro paese. La sagra del casatiello è tutto questo e lo è stata ancora di più quest’anno in occasione della sua ventesima edizione”.

Sono le parole del sindaco Eugenio Di Santo a conclusione di un evento che ha visto confluire a Sant’Arpino migliaia di persone provenienti da tutti i paesi limitrofi per assaggiare una delle specialità più apprezzate della cucina tradizionale atellana.
“La sagra del casatiello – continua il primo cittadino – è ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per tutti e un evento attesissimo dai cittadini atellani e non solo. Nove giorni in cui eventi, tradizioni, musica popolare, cultura e gastronomia si fondono per dare vita ad una manifestazione che rappresenta un momento importantissimo di rivalutazione delle radici della nostra terra. E tutto questo grazie all’instancabile lavoro della Pro Loco che, ormai da vent’anni, cura con passione e dedizione l’organizzazione dell’evento. Per questo, a nome mio e dell’intera amministrazione comunale, faccio i complimenti al presidente Aldo Pezzella e a tutti i soci che, ogni anno, grazie al loro contributo, fanno sì che il nostro paese diventi un punto di incontro per migliaia di visitatori. E ovviamente tutto questo non può che riempirci di orgoglio. Ci tengo a sottolineare l’importanza di un’associazione come la Pro Loco, che da anni opera sul nostro territorio dando prestigio e onore alla nostra terra attraverso iniziative, di volta in volta diverse, ma sempre indirizzate alla valorizzazione e alla rinascita delle tradizioni culturali e sociali della nostra realtà locale. Complimenti anche ai panificatori che hanno partecipato all’edizione di quest’anno e che hanno deliziato i nostri palati con le loro specialità gastronomiche”.
“Rinnovo dunque – conclude Di Santo - la nostra totale disponibilità a continuare in questa sinergia che sono certo farà sì che la sagra del casatiello continui ad essere un appuntamento fisso per la comunità intera”.

Migliaia di partecipanti alla 20esima Sagra del Casatiello
(di Francesco Paolo Legnante 28/05/2012)


SANT’ARPINO. È entusiastico il bilancio degli organizzatori della XX Sagra del Casatiello che, lo scorso fine settimana, ha visto confluire migliaia di persone nel centro storico di Sant’Arpino, nonostante i capricci del meteo, per degustare il rustico tipico della tradizione culinaria atellana.

A tracciare un vero e proprio resoconto a caldo è il presidente della Pro Loco cittadina, Aldo Pezzella, il sodalizio che anche quest’anno, ha messo in piedi un evento capace di far arrivare Sant’Arpino al centro dei percorsi enogastronomici e culturali non solo della Campania, ma dell’intera Nazione. "Quella appena conclusa – dichiara con entusiasmo, misto ad orgoglio, il presidente Pezzella – si è rivelata essere un’edizione della sagra davvero degna di celebrare il ventennale di una manifestazione, diventata un punto di riferimento imprescindibile per la nostra comunità".
Per tre giorni il nostro centro storico è stato affollato da migliaia e migliaia di persone, vecchi e nuovi amici. E mai come quest’anno possiamo parlare di scommessa vinta, considerate le numerose novità proposte, a cominciare dalla presenza di ben due panificatori alla loro prima sagra in assoluto.
Riuscitissimo è stato il mix fra cultura popolare e cultura aulica, con un programma che è svariato dalle ricostruzioni di vita di Sant’Arpino di inizio Novecento, al ricordo di Massimo Troisi con la presenza di sua sorella Rosaria e di Luigi Necco, passando per gli spettacoli di gruppi folkloristici, quali i Pastellesse Sound Group, gli Scetapopolo e gli Amici della Tammorra. Senza dimenticare la mostra fotografica di Salvatore Della Rossa dedicata alle prime venti edizioni della sagra, e quella riservata alla musica partenopea dall’Unità d’Italia ai giorni nostri di Ciro Daniele e Antonio Raspaola e la rinnovata sinergia col mondo della scuola che ha portato alunni delle scuole cittadine a comporre filastrocche per la sagra e un allievo del Liceo Artistico di Marcianise, Nicola D’Ambrosio, a realizzare il manifesto della nostra kermesse.
"Non posso che ringraziare - continua Pezzella - quanti hanno reso possibile l’ottima riuscita della sagra, a cominciare dalle istituzioni, prima fra tutte l’amministrazione comunale retta dal sindaco Eugenio Di Santo, dagli sponsor e da tutti i soci della Pro Loco, fino ad arrivare ai membri del gruppo giovanile della Pro Loco, capitanate dalle instancabili Marilena Brassotti Ziello, Raffaella Falace e Loreta Mellardo, che hanno sicuramente rappresentato una delle novità più piacevoli di questa edizione e la base su cui iniziare a programmare le tante iniziative che ci aspettano dalle prossime settimane".

"Scatti di Casatiello", mostra fotografica di Della Rossa
(di Francesco Paolo Legnante 27/05/2012)


SANT’ARPINO. A Sant'Arpino, folla delle grandi occasioni per l'inaugurazione della mostra fotografica di Salvatore Della Rossa dal titolo "Scatti di Casatiello".

L'iniziativa è promossa dalla Pro Loco della cittadina atellana in occasione del ventennale della sagra del prelibato rustico simbolo della tradizione gastronomica partenopea. All'inaugurazione, oltre al presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, hanno preso parte l'assessore Elpidio Iorio (in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale), studiosi, giornalisti, esperti, rappresentanti dell'associazionismo locale e non e soprattutto gli amici di sempre di Della Rossa, tra cui Luigi Della Rossa, Lello Persico, Peppino Dell'Aversana, Ciccio Ziello, Antonio D'Ambra, Roberto Di Carlo, Elpidio Pezzella e tanti altri.
Salvatore Della Rossa, Sottufficiale dell'Aeronautica Militare, sposato con Angela Guerra, papà di Raffaella e Tonia, da sempre appassionato di fotografia, volontario della Pro Loco sin dalla sua fondazione, ha curato un'interessante mostra in cui attraverso suggestive immagini ripercorre i momenti cruciali di un evento culturale ed enogastronomico che da oltre due lustri aggrega migliaia di persone all'insegna dei valori della tradizione.
Della Rossa, con il suo occhio attento e alla ricerca del particolare capace di trasmettere emozioni e di raccontare con immediatezza storie e rituali che rischiano con sempre maggiore insistenza di essere soffocati dalla modernità, ha raccolto in venti pannelli il senso e il valore della Sagra del Casatiello.
Ogni pannello raccoglie decine di immagini, disposte con intelligenza e giusto taglio. Il visitatore della mostra si snoda lungo un percorso che inizia dal pannello che svela le immagini dell'esordio della sagra. Immagini mute ma che raccontano tanto e anche con intensità e amore. Un crescendo di emozioni. Più si avanza e più aumenta il numero delle edizioni, come per incanto si passa dalla I, alla II, alla III fino al pannello che già racconta, fotograficamente parlando, alcuni appuntamenti della XX edizione.
La sensibilità artistica e umana di Salvatore Della Rossa ancora una volta è arrivata dritta al cuore della gente. Con la mostra ha fatto una straordinaria operazione di conservazione di una memoria popolare fatta di uomini, luoghi, usanze, valori, sguardi, artigianato locale e arte culinaria di cui, purtroppo, troppo spesso e facilmente si smarrisce il ricordo e con esso il profondo significato e il valore del loro essere.
La mostra si chiude con le immagini di importanti personalità del mondo artistico e culturale italiano che a Sant'Arpino, nello splendido e centrale Palazzo Ducale, gustano il prelibato prodotto gastronomico della terra locale. Tra gli altri, si scorgono i volti di Michele Placido, Giancarlo Giannini, Luigi De Filippo, Marisa Laurito, Arrigo Levi, Bruno Gambacorta, Luciano Piagnataro, Pino Scaccia, Nicola Muccillo, Lucio Allocca, Sandro Ruotolo.

Rosaria Troisi e Luigi Necco ricordano Massimo Troisi
(di Francesco Paolo Legnante 25/05/2012)

SANT’ARPINO. È ancora oggi uno degli attori più amati, punto di riferimento persino per giovani e adolescenti nati dopo il 4 giugno del 1994.

Il ricordo di Massimo Troisi caratterizzerà il nuovo appuntamento con la Rassegna Letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, la kermesse ideata ed organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino.
Alle 17:30 nella Sala della Pinacoteca sita al secondo piano del Palazzo Ducale in Piazza Umberto I ci sarà la presentazione del libro “Oltre il Respiro” scritto da Rosaria Troisi (nella foto), sorella del comico di San Giorgio a Cremano, e da Lilly Ippoliti, ed edito da Jacobelli. Alla manifestazione interverrà proprio Rosaria Troisi che stimolata dalle domande del pubblico e del giornalista Luigi Necco traccerà un ricordo dell’uomo Troisi, quello meno conosciuto dal grande pubblico.
Durante i lavori, moderati da Francesco Paolo Legnante, e che saranno aperti dai saluti del Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, e da quelli del sindaco di Sant’Arpino, Eugenio Di Santo, ci saranno numerose testimonianze di colleghi ed amici di Massimo Troisi, a cominciare da quella di Mariano Rigillo, fra gli interpreti de “Il Postino”.
In “Oltre il Respiro” si raccontano con gli occhi della sorella alcuni aspetti più intimi della vita di Troisi come un grande amore mai rivelato, il coraggio nello sfidare la malattia, la tenacia nell’inseguire un sogno, la malinconia e la capacità di sorridere per tenere a bada la morte. È, insomma, l’esperienza umana di Massimo a venir fuori. “Amava - racconta Rosaria- molto essere coccolato e nutriva una profonda ammirazione per le donne e il loro modo di sapersi prendere cura degli altri. La perdita di nostra madre gli tolse la serenità e il rischio di poter soffrire un nuovo distacco provocò in lui la paura di relazioni durature”.
A oltre trent’anni dall’uscita di “Ricomincio da tre” e a diciotto anni dalla morte di Massimo, la sorella apre lo scrigno dei ricordi raccolti da Lilly Ippoliti, che da anni si occupa di progetti educativi per ragazzi a rischio ed è autrice di un racconto metaforico che viaggia insieme a quello di Rosaria Troisi. Scritto dopo la morte dell’attore, “Dialoghi in controluce” della Ippoliti, seconda parte del libro, trasfigura, infatti la vicenda artistica di Troisi in un percorso simbolico in cui l’attore è l’incarnazione del Piccolo Principe. Nel libro anche foto inedite dell’archivio di famiglia, un’appendice di Francesco Costa sul cinema di Troisi, estratti di interviste e dichiarazioni dell’attore e le dieci tavole di Rancho che prendono spunto dalle foto di scena dei suoi film. La presentazione di “Oltre il Respiro”, ovviamente, rientra anche fra gli appuntamenti della XX edizione della Sagra del Casatiello, che proseguirà anche nella giornata di sabato e che in serata, oltre alla degustazione del rustico tipico della cucina atellana, prevede anche spettacoli folkloristici e canori.

Sagra del Casatiello il 25 maggio
(di Francesco Paolo Legnante 24/05/2012)


SANT’ARPINO. Dopo il nutrito prologo di questi giorni, tutto è pronto per l’inizio della ventesima edizione della Sagra del Casatiello.

L’appuntamento enogastronomico dedicato al rustico tipico della tradizione atellana, è fissato in Piazza Umberto I, a Sant’Arpino, per le ore 19 di venerdì 25 maggio, quando ci sarà l’apertura degli stand culinari e di quelli artigianali. Alla manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino, guidata dal presidente Aldo Pezzella, e patrocinata dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Eugenio Di Santo, parteciperanno ben 4 panificatori locali e decine di artigiani provenienti da ogni angolo della Campania e da alcune regioni limitrofe. Come da tradizione ricchissimo il programma della prima serata della kermesse.
Alle 20.30 ci sarà uno spettacolo di majorette, mentre alle 21 all’interno della Corte del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” ci sarà un vero e proprio viaggio nel tempo con la ricostruzione, con tanto di costumi, della vita di inizio Novecento quando l’imponente struttura seicentesca era abitata dal suo ultimo proprietario il Tenente Giuseppe Macrì. Attori e figuranti riproporranno uno spaccato di storia locale.
In Piazza Umberto I, alle 21.30, invece, partirà il programma di canti e balli popolari con lo spettacolo della Paranza di Antonio Centro e gli Scetatpopolo. Durante la serata sarà possibile visitare anche la mostra fotografica sulle prime diciannove edizioni della sagra, raccontate dagli scatti di Salvatore Della Rossa.
“Dopo i tanti eventi preparatori di questi giorni – dichiara il presidente Pezzella – che hanno immerso tutto il paese e la nostra comunità cittadina nel clima della sagra, tutto è pronto per l’inizio della tre giorni centrale della manifestazione. Tantissime le novità della Sagra 2012 che accanto ad alcune presenze consolidate, farà registrare anche due nuovi panificatori che per la prima volta prenderanno parte alla manifestazione arricchendo l’offerta enogastronomica per le migliaia di visitatori che invaderanno il centro storico di Sant’Arpino. Ricordo a tutti che sabato su Rai3, nel corso del Tgr delle ore 14, ci sarà uno speciale dedicato proprio alla Sagra del Casatiello. Dal canto mio non posso che ringraziare quanti si sono impegnati nell’allestimento di questo evento e augurare buona Sagra a tutti”.

20esima Sagra del Casatiello: presentato il programma
(di Francesco Paolo Legnante 22/05/2012)


SANT’ARPINO. L’appuntamento con la cucina tradizionale e coi sapori tipici della cultura atellana torna a Sant’Arpino, e quest’anno lo fa ancora in maniera più ricca.

Presentato sabato scorso, durante l’incontro col giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta, il nutrito programma della ventesima edizione della Sagra del Casatiello, la festa di metà primavera che celebra la cultura enogastronomica, artigianale e folkloristica del comprensorio che fu già patria delle Fabulae. E non c’è dubbio che quella 2012 sarà un’edizione speciale della manifestazione ideata ed organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino che culminerà nell’attesissima tre giorni finale che partirà di venerdì 25 maggio per concludersi domenica notte.
In realtà, il carnet di eventi preparato dal sodalizio guidato da Aldo Pezzella è già partito lo scorso fine settimana proprio con l’incontro con Gambacorta, e durante queste mattinate sta coinvolgendo gli alunni delle scuole cittadine impegnati in incontri con le massaie cittadine, che spiegano i segreti per la preparazione di un buon casatiello.
Come sempre, teatro e cuore pulsante della manifestazione, patrocinata dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Eugenio Di Santo oltre che dalla Regione Campania, dalla Provincia di Caserta, dall’Ept di Terra di Lavoro e dalla federazione provinciale dell’Unpli, sarà, la seicentesca Piazza Umberto I e l’intero centro storico santarpinese, dove oltre agli stand dei quattro panificatori che quest’anno faranno degustare il rustico tipico della cucina atellana, ci saranno i gazebo degli artigiani e dei produttori locali che, come sempre, faranno della sagra un mix delle eccellenze artigianali della zona.
Ed abbinati alla sagra ci saranno diversi momenti culturali quali la presentazione del libro “Oltre il Respiro” dedicato al compianto Massimo Troisi, e che vedrà la presenza a Sant’Arpino delle autrici Rosaria Troisi (sorella del comico) e Lilly Ippoliti. Durante la manifestazione, a cui sarà dedicato sabato prossimo uno speciale su Rai 3 nel corso dell’edizione del Tgr Campania, ci sarà anche un omaggio al tenente Macrì, ultimo proprietario del Palazzo Ducale, con la ricostruzione di scene di vita di inizio Novecento.
E lo stesso presidente Pezzella rimarca come “l’edizione del ventennale della Sagra del Casatiello ha quale obiettivo dichiarato quello di trasformare per tanti giorni Sant’Arpino nel centro per antonomasia della cultura, popolare e non, campana. Per questo abbiamo allestito un cartellone di eventi che siamo certi sarà in grado di venire incontro al gusto delle migliaia di visitatori che attendiamo nel nostro centro”.

Bruno Gambacorta ospite di PulciNellaMente
(di Francesco Paolo Legnante 17/05/2012)


SANT’ARPINO. Passaggio di testimone sabato mattina fra le due manifestazioni simbolo di Sant’Arpino, la Rassegna Nazionale di Teatro Scuola “PulciNellaMente” e la Sagra del Casatiello.

E a sugellare la staffetta fra l'evento ideato dall’associazione “Il Colibrì” e quello promossa dalla Pro Loco del comune atellano sarà l’incontro con il giornalista del Tg2 Bruno Gambacorta. Il celebre ideatore e conduttore della rubrica culinaria “Eat Parade” riceverà il Premio PulciNellaMente 2012 per la passione e la capacità con cui da anni divulga la ‘cultura alimentare’, la storia, le tradizioni e le tipicità del nostro Paese. Contemporaneamente alla consegna dello speciale riconoscimento, assegnato a personalità che testimoniano la pratica di valori di grande riferimento soprattutto per i ragazzi in età scolare, si apriranno le celebrazioni per la XX Sagra del Casatiello.
Ad accogliere Gambacorta, alle ore 10:30 nella sala convegni del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, saranno il sindaco di Sant’Arpino, Eugenio Di Santo, il Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, i componenti della direzione artistico-organizzativa di PulciNellaMente, Elpidio Iorio, Antonio Iavazzo e Carmela Barbato. A confrontarsi con l’autore del libro intitolato come la fortunata rubrica del tg della seconda rete saranno la professoressa Preziosa Diana, Dirigente dell’Istituto Alberghiero di Aversa, Salvatore Luongo di SlowFood Agro Aversano-Atellano, e l’enogastronomo Enzo Falco, oltre ad un rappresentante dell’Accademia Italiana di Cucina. “Sabato mattina - dichiarano all’unisono Iorio, Iavazzo, Barbato e Pezzella - PulciNellaMente e la Sagra del Casatiello si daranno il cambio in una sorta di staffetta nel programma di eventi che animano e caratterizzano la vita sociale e culturale santarpinese.
La rassegna e la sagra sono senza dubbio due grosse eccellenze del territorio locale e, più in genere, dell'intera Campania. Quello con Bruno Gambacorta costituirà l’ultimo incontro del programma di PulciNellaMente 2012. Alla stregua degli altri, la personalità in questione sintetizza un bagaglio di valori e buone pratiche di assoluto riferimento per i giovani. Con la professionalità che lo contraddistingue, attraverso il proprio lavoro televisivo e di scrittore, ha fatto riscoprire, a larghe fette di popolazione e soprattutto alle nuove generazioni, la migliore tradizione enogastronomica italica e le straordinarie tradizioni che la sottendono.
La rubrica Eat Parade, da lui coordinata, si è dimostrata un valido mezzo per parlare di quell’Italia solo apparentemente “minore” fatta di borghi e paesini, ma che del resto è la vera essenza della nostra Nazione. Per queste ragioni riceverà il Premio PulciNellaMente 2012. Immediatamente dopo si aprirà il programma del ventennale della Sagra del Casatiello che partirà sabato prossimo per culminare nella tre giorni finale del 25-26 e 27 Maggio. Un’edizione davvero unica, ricca di tantissimi appuntamenti che saranno resi noti sabato mattina e che sicuramente coinvolgeranno le migliaia di persone che accorreranno a Sant’Arpino nei prossimi giorni”.

“Benvenuti in Casa Esposito”, presentazione del libro di Pino Imperatore
(di Francesco Paolo Legnante 11/05/2012)


SANT’ARPINO. Torna l’appuntamento con la rassegna letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, la serie di appuntamenti dedicata alle maggiori novità letterarie organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino.

Domenica mattina, alle ore 10.30, nella sala convegni sita al piano terra del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” sarà presentato il libro “Benvenuti in Casa Esposito” di Pino Imperatore. Ad accogliere l’autore milanese saranno il Presidente del sodalizio santarpinese, Aldo Pezzella, il sindaco e l’assessore alla cultura del comune atellano, Eugenio Di Santo e Giuseppe Lettera, mentre a relazionare sull’opera da pochi mesi nelle librerie saranno gli attori Pio Del Prete e Ottavio Buonomo.
L’incontro, che sarà moderato dalla giornalista Ida Iorio, servirà a sviscerare un lavoro che non è un libro sulla camorra, ma dentro la camorra. Imperatore ne esplora la sua quotidianità offrendone una visione dal basso, non dall’alto. Un romanzoche usa il formidabile strumento dell’ironia. Fatti e personaggi che a Napoli si verificano e si incontrano tutti i giorni, un realismo che supera ogni fantasia.Il libro si apre con la cena per la serata di San Silvestro, tutta la famiglia Esposito è riunita a casa dei coniugi Patrizia e Tonino: figli, nonni, suoceri, l’immancabile Olga, domestica e cuoca, insomma il membro acquisito della famiglia e animali domestici annessi e connessi.
Il libro si muove nei vicoletti del rione Sanità, dove è nato il principe della risata Totò, che è uno dei più affascinanti e misteriosi di Napoli. Qui vive, con la sua famiglia allargata, Tonino Esposito, orfano di un boss della camorra. Tonino riceve dal clan un sussidio mensile e potrebbe vivere di rendita. Invece si intestardisce a voler imitare le gesta paterne, senza riuscirvi, perché è goffo, sfigato, arruffone, incapace di difendersi: un antieroe tragicomico e decadente, che tra incubi e visioni, ingenuità e imbranataggini, ne combina di tutti i colori.Uno spaccato divertente e allo stesso tempo crudele della Napoli contemporanea, città dalle mille contraddizioni e dalle tante difficoltà, capace però di non perdere mai la speranza per un futuro migliore.

E' di uno studente di Marcianise il logo della XX Sagra del Casatiello
(di Francesco Paolo Legnante 21/04/2012)


SANT’ARPINO. E’ di Nicola D’Ambrosio il logo della XX Sagra del Casatiello che si svolgerà dal 19 al 27 maggio prossimo a Sant’Arpino.

Il lavoro dello studente che frequenta la Terza D del Liceo Artistico di Marcianise ed è stato scelto fra i numerosi lavori sottoposti all’attenzione dell’apposita Commissione. E la scelta del logo è coincisa con l’arrivo di alcune anticipazioni sull’edizione del ventennale dell’evento organizzato con sempre dalla Pro Loco di Sant’Arpino e patrocinata dall’amministrazione comunale.
È lo stesso Aldo Pezzella, Presidente della Pro Loco, a rimarcare come "la Sagra del 2012 sarà ben più lunga di quelle che l’hanno preceduta, prendendo il via il 19 maggio con la presenza fra di noi di Bruno Gambacorta, volto “culinario” del Tg2, per culminare nella grande tre giorni conclusiva che come sempre vedrà affluire decine di migliaia di degustatori e visitatori provenienti da tutta la Campania".
"Per celebrare i 20 anni della Sagra - ha spiegato Pezzella - sarà stampato un volume dedicato alla Sagra, ci sarà la messa in scena della vita locale dei secoli addietro, oltre a svariati spettacoli folkloristici. I panificatori che prenderanno parte alla kermesse saranno ben 5, e diversi di loro, insieme ad alcune massaie locali, incontreranno gli alunni degli istituti scolastici cittadini per svelare loro i segreti per preparare un casatiello doc. Ovviamente non è il caso di svelare tutto il programma della manifestazione, ma posso dire che anche quest’anno ci muoveremo lungo tradizione ed innovazione, folklore e scienza, trasformando, per ben nove giorni, Sant’Arpino nel centro della buona cucina campana e nazionale".
"Siamo certi – conclude Aldo Pezzella – che ancora una volta saranno tantissime le persone che affolleranno le strade del nostro centro storico durante tutti gli appuntamenti premiando il lavoro di un anno non solo della Pro Loco, ma dei panificatori locali, dei tanti artigiani e di quanti sono parte integrante della Sagra".

La felicità ai tempi della crisi nel libro di Gennaro Matino
(Angela Guarino 30/03/2012 Il Mattino)


Felicità è una parola grossa ma è quella cosa che tutti desiderano e inseguono fin dai tempi più remoti. E <<Alla ricerca della felicitrà>> è il titolo dell'ultimo libro di Gennaro Matino, moderatore della curia arcivescovile di Napoli e parroco della parrocchia della Santissima Trinità che comprende i quartieri Vomero e Chiaia. Leggendolo sembra quasi che quello stato d'animo che affascina chi lo sogna e sembra deludere chi lo cerca sia un obiettivo che è sotto i nostri occhi senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Che significato assume dunque la conversione nel raggiungimento di quella felicità di cui tanto si parla? E quanto è importante in un momento storico di grande crisi come quello che viviamo oggi? Questi sono alcuni degli interrogativi ai quali monsignor Matino tenta di dare una risposta nel suo libro del quale discuterà sabato mattina a Sant'Arpino nella cappella del Santissimo Sacramento in piazza Umberto I. Terzo appuntamento dunque per la rassegna letteraria <<Sulle orme del cantor d'Enea>> ideata e organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio dell'amministrazione comunale. Interverranno il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, il parroco della parrocchia di Sant'Elpidio Vescovo don Umberto D'Alia, il vice parroco don Raffaele Vitale, il critico letterario Giorgio Agnisola, il sindaco Eugenio Di Santo e l'assessore Giuseppe Lettera. <<Lo sciocco cerca la felicità lontano - scrive Matino - il saggio la fa crescere ai suoi piedi: se la felicità è sotto i nostri occhi, l'orizzonte irraggiungibile si avvicina e nel nostro cuore, nella nostra mente, l'infinito diventa catturabile e la sola possibilità, come una sola goccia di bene, può dare sollievo quanto un oceano di probabilità. Se un tempo era possibile ottenere la felicità come frutto di una pratica di vita adeguata, è impossibile per l'uomo di oggi che sconta il peso di un tempo senza sostanza e di una sostanza senza tempo>>. E' necessario dunque secondo l'autore un cambiamento che è richiesto non solo ai credenti, ma a tutti gli uomini di buona volontà, se si vuole far fronte alla crisi del nostro tempo. <<Siamo onorati - dichiara il presidente della Pro Loco Pezzella - di poter avere nella nostra rassegna un ospite tanto gradito e di discutere con lui di un tema così attuale e sentito soprattutto dai nostri giovani>>.

Premio PulciNellaMente 2012 a Marcello D’Orta
(di Francesco Paolo Legnante 20/03/2012)


SANT’ARPINO. E' stata una mattinata caratterizzata dalle forti emozioni e da una grande profondità culturale quella vissuta con lo scrittore Marcello D’Orta giunto a Sant'Arpino la cerimonia di consegna del Premio PulciNellaMente 2012 per la Narrativa...

...consistente in una targa in cui si riproduce il Manifesto di Dario Fo e una prestigiosa penna appositamente realizzata con metodo artigianale dalla "Marlen" . “Scrivere libri è una passione ma anche un modo per combattere il cancro e sentirmi vivo”. Lo ha dichiarato commosso fino alle lacrime Marcello D’Orta, ex maestro elementare della scuola “sgarrupata” di Arzano e autore di “Io speriamo che me la cavo”, alla sua prima uscita pubblica dopo una lunga assenza per causa della malattia.
È nella sala convegni del palazzo ducale Sanchez de Luna che l’autore ha ricevuto il premio PulciNellaMente 2012 e ha presentato per la prima volta il suo ultimo lavoro “All'apparir del vero. Il mistero della conversione e della morte di Giacomo Leopardi”. D’Orta ha raccontato di come si senta molto vicino a Leopardi in questo momento della sua vita e di quanto si riconosca nella sofferenza umana del poeta. Alla mattinata - coordinata dal direttore di PulciNellaMente Elpidio Iorio - hanno preso parte il presidente della Pro Loco santarpinese, Aldo Pezzella, partner organizzativo di quest’evento in quanto s'inserisce nella Rassegna "Sulle Orme del Cantor d'Enea", in rappresentanza delle istituzioni cittadine l’assessore alla cultura, Giuseppe Lettera, e gli altri componenti della direzione di PulciNellaMente, Antonio Iavazzo e Carmela Barbato. Prima del Maestro D'Orta sono intervenuti: lo scrittore Alessandro Zannini che ha sottolineato: “Leopardi e' un poeta che per importanza e' paragonabile a Dante. Indagare come ha fatto D'Orta sugli ultimi anni napoletani del suo percorso di vita, depurandolo da leggende, è un lavoro fondamentale per la storia della letteratura italiana”.
Zannini ha anche rilevato come Antonio Ranieri con le sue false informazioni su questo periodo di vita di Leopardi abbia contribuito a deviare la ricerca storica. Lo storico Gaetano Lombardi ha rimarcato come la città di Napoli, sia dal punto di vista istituzionale che culturale, non abbia mai valorizzato la presenza, la vita e le opere di Leopardi nè quando questi era in vita nè dopo la morte. Emblematico è il fatto che le case dove ha vissuto il Leopardi non siano musei o biblioteche ma appartengono a privati che non le lasciano visitare. A tale proposito occorre evidenziare il notevole impegno che stanno profondendo Lombardi e D'Orta per il recupero di tale ingente patrimonio storico-culturale.
La scrittrice Marilena Lucente ha posto una serie di interessanti domande a D'Orta sul vissuto di Leopardi, sui suoi rapporti familiari e sociali. In particolare, con una serie di aneddoti e documenti anche inediti, è stato posto l'accento sul rapporto del poeta recanatese con la mamma e sulla dimensione religiosa del Leopardi.
D'Orta, non tradendo le aspettative dei numerosi partecipanti, ha mostrato per la prima volta in pubblico una scatolina con il coperchio di vetro in cui custodisce come una santa reliquia due cannellini di Sulmona, i confetti che presumibilmente portarono al coma diabetico e poi alla morte Giacomo Leopardi. “Un'indigestione di “cannellini”. Ne ingurgitò un chilo e mezzo in una serata, a cui aggiunse limonate fredde e cioccolate bollenti” ha spiegato D'Orta. Seguì, dunque, la morte (nella notte del 14 giugno del 1837) e qui si aprono una serie di misteri tanto forti da mettere persino in discussione che la salma conservata nel monumento napoletano sia davvero del Leopardi. Cosa sia davvero avvenuto quella notte nessuno può saperlo. L'esame del Dna sui resti custoditi a Piedigrotta, a cui si sono strenuamente opposti i discendenti del poeta, potrebbero dirci se a essere venerati siano le sue ossa o no.
Ma a cosa servirebbe? “Leopardi era il poeta delle illusioni”, sentenzia D'Orta. “Ed è in nome di queste illusioni che vogliamo ancora salire il viale del Virgiliano e inginocchiarci davanti la sua stele”. E proprio sul trasferimento delle ossa del recanatese dalla chiesa di San Vitale, sulla via di Pozzuoli presso Fuorigrotta, al Parco Virgliano di Napoli, avvenuto nel 1939, a conclusione della mattinata è stato mostrato un video inedito ritrovato dalla storico Lombardi.

“Sulle Orme del Cantor d’Enea”, al via la terza edizione
(di Francesco Paolo Legnante 24/02/2012)


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ANT’ARPINO. Partirà domenica 26 febbraio la terza edizione della rassegna letteraria “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, il tradizionale appuntamento dedicato alle novità editoriali ideato ed organizzato dalla Pro Loco di Sant’Arpino e patrocinato dall’amministrazione comunale del comune alle porte di Aversa.

Ad inaugurare l’edizione 2012 sarà la presentazione del testo “Come te…nessuno al mondo” della giovane Marilena Brassotti Ziello. L’appuntamento, come di consueto, è fissato per le 10.30 nella sala convegni al piano terra del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, in piazza Umberto I.
Ai lavori, che saranno moderati da Maria Cinquegrana, e che saranno introdotti dai saluti del Presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, del sindaco di Sant’Arpino Eugenio Di Santo, e dell’assessore alla cultura Giuseppe Lettera, interverranno i docenti Maria Di Lillo e Giuseppe Dell’Aversana, e vedranno la lettura di diverse pagine dell’opera prima della giovane autrice atellana ad opera di Lia Ceparano, Michele Oliva ed Elpidia Iorio.
“Come te…nessuno al mondo” è la storia di Cecilia, una giovane ragazza solare e allegra, ma che nasconde a tutti una ferita ancora aperta, una ferita non per chi l’abbia lasciata, ma per il senso che non riesce a dargli, per qualcosa che era solo una bugia. Ha appena finito il suo quarto anno alle superiori, inizia la sua magica estate, solo che lei non lo avrebbe mai immaginato. Cosa? Beh che le cose belle accadono quando meno te lo aspetti. Che in fondo non potrà resistergli, nessuno può farlo, e questo lo scopriranno anche le sue migliori amiche Alice e Gioia. Impareranno insieme a lasciarsi andare alla loro giovane età, ad essere coraggiose ed inseguire i propri sogni anche a costo di farsi male. Il tutto racchiuso nei momenti più belli di giovani ragazze, incorniciato da giornate passate con gli amici veri, notti di musica e pomeriggi di chiacchiere e succhi di frutta, di giri in vespa. Di storie leggere e genuine come la bellezza che i ragazzi hanno negl’occhi a quest’età.
Numerosi gli autori che prenderanno parte alla terza edizione della rassegna, fra i quali ricordiamo Marcello D'Orta, Pino Imperatore, Maria Rosaria Troisi, Lilly Ippoliti, Gianni Solino e Paolo Brogi.

La Pro Loco ufficializza le iniziative del 2012
(di Francesco Paolo Legnante 12/01/2012)


SANT'ARPINO. Così come da ultradecennale consuetudine, nei suggestivi saloni del Palazzo Ducale "Sanchez de Luna", l'altro giorno si è svolta l'assemblea dei soci della Pro Loco di Sant'Arpino, guidata dal presidente Aldo Pezzella.

Numerosa la partecipazione ed appassionante è stato il dibattito che si è sviluppato tra i presenti sulle proposte di manifestazioni da organizzare nell'anno appena cominciato. Una testimonianza ulteriore della grande vitalità e della forte rilevanza che assume la Pro Loco all'interno della società santarpinese. "Sono ormai trascorsi ventisette anni dalla fondazione della Pro Loco - ha esordito il presidente Aldo Pezzella - e tutti noi continuiamo a rivederci sempre con la stessa passione che da sempre anima la nostra. In tutti questi anni tantissime sono le associazioni che sono fiorite e poi scomparse nel breve giro di pochi anni, la nostra invece continua imperterrita a svolgere costantemente le sue tante attività annuali alcune delle quali, sono diventate un punto fermo ed irrinunciabile nel panorama culturale locale e provinciale. Non è facile fare volontariato in una società sempre più egoista e meno solidale, non è facile di questi tempi sottrarre tempo alla propria famiglia per poterlo dedicare alla passione civile ed alla cultura, non è facile battersi disinteressatamente per delle idee in un mondo dove il consumismo ed il materialismo la fanno da padroni. Nonostante queste difficoltà, la nostra associazione con tutti i suoi soci non ha lesinato sforzi nell'impegno volontario e disinteressato a favore della crescita sociale e civile della nostra collettività ed a difesa delle sue radici storiche".
Per l'anno nuovo il sodalizio atellano, intende soprattutto avviare una serie di eventi in grado di sollecitare l’impegno dei giovani che, affiancati dall’esperienza di soci più anziani, possano continuare a dare lustro al paese e alla Pro Loco. "In merito agli eventi programmati per il prossimo anno - continua il presidente Pezzella - intendiamo soprattutto celebrare la ventesima edizione della Sagra del Casatiello e per questo motivo saranno organizzati specifici festeggiamenti in merito per dare risalto ad una manifestazione che occupa ormai un posto di rilievo nel panorama delle tradizioni folkloristiche regionali.
Altro punto di riferimento delle nostre iniziative rimane la Pinacoteca Comunale “Massimo Stanzione” che quest'anno ha compiuto venti anni e ha visto una maggiore attività dopo anni di abbandono. Nel corso dell’anno parteciperemo alla rassegna nazionale di teatro scuola “PulciNellaMente” a cui la Pro Loco ha sempre dato pieno e incondizionato appoggio ritenendola vanto della nostra tradizione culturale. Riproporremo la Rassegna Letteraria "Sulle orme del cantor di Enea" che ormai si è consolidata fra le nostre migliori iniziative riscuotendo un lusinghiero successo fra gli amanti della lettura e dei libri. Parte del bilancio sarà destinato alla ristampa di testi antichissimi di storia locale. Infine, anche quest’anno parteciperemo a gite e convegni che possano contribuire a diffondere e far conoscere le nostre tradizioni". Nel corso dell'assemblea è stata sottolineata anche la grande sinergia che la Pro Loco in questi anni ha sempre più rafforzato con le istituzioni locali, dall'Amministrazione Comunale - in particolare con il sindaco Di Santo e l'assessore alla cultura Lettera - alle scuole locali. A tale proposito l'assemblea ha espresso un sincero pensiero di gratitudine all'amministrazione comunale e, nel contempo, ha deliberato di conferire al dirigente del Circolo Didattico, Gennaro Vergara, e a quello della Media "Rocco", Angelo Dell'Amico, il titolo di socio onorario.

Festa del Sorriso alla scuola media “Rocco”
(di Francesco Paolo Legnante 4/01/2012)


SANT’ARPINO. Tradizionale appuntamento con la Festa del Sorriso, l’iniziativa ideata ed organizzata della Pro Loco di Sant’Arpino, che ogni anno, in concomitanza con l’Epifania, fa vivere un grande momento di festa ai bambini, agli adolescenti e ai ragazzi diversamente abili del comprensorio atellano.

Fortemente voluta dal compianto Presidente Amedeo D’Anna, la Festa del Sorriso si svolgerà giovedì 5 gennaio, dalle 17.30, nella scuola media "Vincenzo Rocco". Patrocinata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Eugenio Di Santo, la manifestazione, come da tradizione consolidata vedrà alternarsi giochi, con un rinfresco, il tutto accompagnato dal piano bar e dall'animazione di clown e pagliacci.
"Anche nel 2012 – dichiara il presidente della Pro Loco di Sant'Arpino, Aldo Pezzella – la nostra associazione inaugura le proprie attività annuali con un pensiero ai diversamente abili del nostro comune e di quelli viciniori. Un momento di gioia e serenità che rappresenta ormai un appuntamento imprescindibile per tutti noi e per quanti vi partecipano che ormai si è profondamente consolidato fra la nostra cittadinanza. Ovviamente non posso che ringraziare quanti rendono possibile la Festa del Sorriso a cominciare da Teresa D'Anna, il cui apporto anche quest'anno è stato fondamentale e che porta innanzi la splendida istituzione avuta da suo marito Amedeo, compianto presidente della Pro Loco. Un grazie che estendo a tutti quanti soci e volontari si prodigano per la buona riuscita della Festa, all'amministrazione comunale retta dal sindaco Di Santo che patrocina la manifestazione, alle Federcasalinghe che da sempre sono al nostro fianco per questa occasione. Invito ovviamente tutti a prendere parte alla Festa del Sorriso, che da quest’anno porterà il nome di Amedeo D’Anna, per trascorrere insieme un momento di gioia e di fratellanza con i nostri amici diversamente abili".

 

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