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IV Rassegna Letteraria "Sulle orme del Cantor d'Enea"

RASSEGNA LETTERARIA

Programma IV Rassegna Letteraria "Sulle orme del Cantor d'Enea"

Per informazioni:

Pro Loco Sant'Arpino
Via Marconi, 7 - 81030 Sant'Arpino (CE)
e-mail: proloco_sant_arpino@alice.it
web: www.prolocosantarpino.it

"Tra schermo e anima"
di Daniela Schiarini
R.E.I. Edizioni

Domenica 20 gennaio 2013 ore 10:30
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

Nata a Pozzuoli (NA), il 2 Giugno 1977, l’ autrice sin da piccola rivela la sua innata inclinazione alle diverse forme d’arte, che coltiva da autodidatta. Dal 2010 pubblica in web, dove la sua creatività trova maggiore spazio ed espressione, soprattutto attraverso Facebook. Collaboratrice spontanea di alcuni movimenti artistici, ideatrice del progetto web A-NI-MIAMO LA POESIA (Amiamo la poesia con Anima), col quale coinvolge un numero sempre maggiore di lettori, sul suo blog Dell’Anima: Momenti e Movimenti la passione per la prosa e la poesia trova compimento in suoi elaborati inediti, che incessantemente indagano e sui moti dell’ anima e sul suo possibile divenire. Incoraggiata dai lettori, oggi, con emozione, pubblica il suo primo libro.

Di me, di te
di Luigi Mozzillo
Edizioni Albatros

Domenica 17 febbraio 2013 ore 10:30
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

"Cosa avrei potuto raccontare che non fosse stato già raccontato da altri se non la storia dell'arcangelo Michele e dei moschettieri di mio padre? Ma era poi una storia? Forse solo brandelli di carne sparsi ai quattro venti! Mio padre: le persone, come le cose, acquistano valore quando non ci sono più. Come i sogni o i desideri dell'adolescenza". Di te, di me è l'estremo tributo al padre di un figlio che si riconcilia con il proprio passato. Prendendo spunto dalla sua morte ripercorre la propria esistenza: l'incontro con la lettura, la vocazione e il seminario, che poi abbandonerà, gli anni degli studi universitari e l'amore "incompiuto", l'impegno politico, gli ideali e il desiderio di cambiare il mondo che si scontreranno con la realtà e le superstizioni di un piccolo centro del sud, e il ritorno all'antico sogno della scrittura. La storia di tre generazioni di uomini si intreccia con la storia d'Italia dell'ultimo secolo; ognuno a suo modo avrà un ruolo in un racconto che da individuale diventa universale. Con uno stile che spazia con disinvoltura tra i diversi registri, l'autore racconta il suo viaggio personale, che dopo tante lotte lo porterà a ritrovare le sue radici. Luigi Mozzillo è nato nel 1957 a Orta di Atella (CE). Si è laureato in Filosofia a Napoli, vive e lavora nella provincia casertana dove insegna Storia e Filosofia. Ha al suo attivo diversi saggi tra cui Dio e Stato nel tribunale di Tertulliano (Luciano, Napoli 1997) e Pensare la barbarie con Levi e Herling (Su Ali d'Aquila, Capua 2008). È alla sua prima prova narrativa.

ASCOLTA SI FA SERA
di Don Antotnio Riboldi
Edizioni Mondadori

Sabato 9 marzo 2013 ore 17:00
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

"In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui gli uomini hanno perso il proprio punto di riferimento, la vocazione, e in alcuni casi anche la dignità, è importante ritagliarsi qualche minuto della giornata per dedicarlo alla ricerca della strada che ci condurrà alla gioia eterna." È questo l'obiettivo che si è prefissato don Antonio Riboldi con la sua partecipazione alla trasmissione "Ascolta si fa sera", storico programma di Radio Rai. I suoi interventi, raccolti ora in questo libro, sono ispirati a temi di cronaca e di attualità e si propongono di offrire gli strumenti per intraprendere un cammino non solo di fede, ma anche di vita."Nelle mie riflessioni non seguo uno schema preciso. Provo a immaginare di essere seduto in macchina a chiacchierare con l'uomo alla guida, oppure al tavolo di una cucina a sorseggiare il caffè offertomi da una signora intenta a preparare la cena per i propri cari. In quei pochi minuti di trasmissione, le frequenze radiofoniche si trasformano in un ponte: attraverso la Parola di Dio entro in comunicazione con gli altri, dando vita a uno scambio che è molto più reciproco di quanto possa sembrare."Parroco nel Belice ai tempi del terremoto e poi vescovo di Acerra, in terra di camorra, don Riboldi, con un linguaggio piano e comprensibile a tutti, affronta alcuni punti cardine del moderno vivere sociale (dalla crisi della famiglia alle difficoltà economiche, dal recupero degli emarginati al tema dell'accoglienza) alternandoli a riflessioni che traggono spunto dalla lettura del Vangelo (il valore della preghiera, l'importanza del perdono e dei sacramenti).Ci offre così un prezioso momento di confronto, un pensiero rivolto ai credenti e a tutti coloro che sono alla ricerca della fede.
Don Antonio Riboldi, ordinato sacerdote nel 1951, dopo essere stato parroco nel Belice, nel 1978 è stato nominato vescovo della diocesi di Acerra, dove ha rivolto il suo impegno contro la camorra.Ha svolto il suo apostolato anche in diverse carceri italiane.

Educare alla cittadinanza
Tra teoria e prassi: in memoria di Bruno Schettini

di Pasquale Iorio e Filippo Toriello
Edizioni Ediesse

Domenica 7 aprile 2013 ore 10:30
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

Il volume raccoglie testimonianze e saggi autorevoli che ricostrui scono il percorso di studioso rigoroso della pedagogia sociale, nonché l’impegno civico che ha contraddistinto la vita di Bruno Schettini, maestro di umanesimo. Si articola in tre sezioni tematiche che abbracciano tutti i filoni di interesse della sua attività scientifica e sociale. Risalta nel testo la passione etica e civile di una persona che non separava mai la sua attività di studioso da quella di militante impegnato in tante battaglie civiche, partecipe attivo delle molteplici ini ziative sociali promosse sul territorio, in primo luogo nel mondo del lavoro e del terzo settore. Docente sempre aperto al dialogo con i suoi allievi, studioso rigoroso e ricercatore «glocale» – un neologismo che gli piaceva molto – nel campo delle scienze umane e filosofiche, di lui va ricordata la capacità di «fare ricerca» nella Facoltà di Psicologia della SUN, a partire dalla sua curiosità epistemologica capace di sorprendere sempre. Riusciva a «fare ponte» tra discipline diverse, tra istituzioni, persone, storie di uomini passati e problematiche del presente. Ricercatore e uomo di relazione, profilo di intellettuale acuto e profondo, persona capace di «motivare all’umanità».
Pasquale Iorio, giornalista pubblicista, esperto di sviluppo locale e dell’innovazione tecnologica. Con Ediesse ha pubblicato Il Sud che resiste (2009), Impresa sociale, innovazione e legalità (2010), La lotta alle mafie come narrazione collettiva (2011).
Filippo Toriello, dirigente scolastico, ha pubblicato fra gli altri: Fondamenti epistemologici del Lifelong Learning (2008) e Paulo Freire, Enrico Smaldone, Lorenzo Milani. La passione per l’uomo. La speranza per un mondo diverso (2012). Con Bruno Schettini ha curato la pubblicazione del volume Governare il lifelong learning. Prospettive di EdA (2009).

Ho roghi al cuore
di Enrica Romano
Book Sprint Edizioni

Domenica 14 aprile 2013 ore 10:30
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

Questa poesia vive un’energia frantumata che cerca un filo: «Attorciglio il filo dei miei pensieri assurdi sul fuso della mia anima innocente». La poesia di Enrica Romano vive roghi del cuore per liberare una
luce. Questa poesia cerca grazia. La terra, attraverso il seme e l’acqua, può farsi desiderio di libertà. Lungo lo stelo che cerca l’aria si annuncia il desiderio di una farfalla, che cova il sentimento del volo e che una volta era fiore.
Giuseppe Limone

Canapa
di Raffaele Abbate
Edizioni Melagrana

Domenica 2 giugno ore 10:30
Pinacoteca Comunale "Massimo Stanzione"

Canapa: la saga di una famiglia di canapieri di Frattamaggiore che si svolge dall’inizio del ‘900 fino al 1950. Le vicende dei vari personaggi sono inserite negli eventi storici come l’avvento del fascismo e la II guerra mondiale. Una storia di ieri per capire il mondo di oggi.

La Repubblica di Bananab
di Antimo Cesaro
Guida Editore

Domenica 17 ottobre ore 10:30
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

La Repubblica di Bananab è un singolarissimo libro su un antico manoscritto della prima metà del Seicento attribuibile al filosofo Tommaso Campanella. Divertente e amaro, il testo è un «autentico falso d’autore» pubblicato a Napoli da Guida (pp. 78, euro 8,00) e inventato da Antimo Cesaro.Una critica secentesca all’Italia del Duemila è il sottotitolo del libro, dedicato alla mitica Città del sole di Campanella, abitata dai Bananabbi, e incredibilmente simile all’Italia contemporanea: fra intercettazioni vintage («sofisticati congegni mossi da Mastr’Occhiale e Mastr’Orecchiale») e abitudini sessuali («le libidinose costumanze»), fino alla «gran corruttela» degli uomini, che «si reggono follemente e non con ragione».
Il pensiero di Tommaso Campanella (1568-1639), autore della celeberrima Città del Sole, si pone, pur tra molte contraddizioni, come significativa testimonianza della modernità. Sempre in bilico tra ortodossia cattolica ed eresia, il frate domenicano trascorse circa ventisette anni in carcere a seguito di un fallito tentativo di insurrezione contro il dominio spagnolo in Calabria. Riuscì, tuttavia, ad aver salva la vita fingendosi pazzo. In intervalla insaniae, com’egli stesso dice, trovò la forza per continuare a scrivere, specialmente di filosofia. Liberato grazie alla benevolenza di papa Urbano VIII, decise di rifugiarsi a Parigi, dove si dedicò alla pubblicazione dei suoi scritti.
Un antico manoscritto risalente alla prima metà del XVII secolo, fortunosamente ritrovato, riporta alla luce un’ipotetica trascrizione di un breve scritto campanelliano perduto. Forse una seconda appendice al De politica, una sorta di sequel della Città del Sole. Il testo si ricollega, infatti, al più noto scritto utopico del frate calabrese per la forma dialogica adottata, per lo stile, i protagonisti della discussione e il sofferto tentativo di debellare «i tre mali estremi: tirannide, sofismi e ipocrisia». Se ne differenzia però per un vago, irridente e malinconico sapore, ad un tempo fantastico e profetico che, sollevando non poche difficoltà sulla sua esatta attribuzione, ne pervade l’intera trama.
Antimo Cesaro insegna Scienza e filosofia politica presso la facoltà di Scienze politiche della Seconda Università degli Studi di Napoli. Promotore di iniziative per la valorizzazione dei beni culturali e di alta formazione, è spesso impegnato in attività culturali e convegnistiche promosse da enti scientifici, associazioni culturali e studentesche. Il suo ultimo libro si intitola Machina Mundi: Incursioni simbolico-politiche nell’arte federiciana (Franco Angeli, 2012); tra diverse pubblicazioni, ha anche curato per l’editore Guida due opere di Tommaso Campanella: il De Politica (2001) e gli Aforismi Politici (1997).

“Nella memoria storica di Atella. Miti e Classicismo”
di Pasqualina Iavarone Pezzella
Edizione Pro Loco

Domenica 15 dicembre ore 10:30
Sala Convegni Palazzo Ducale "Sanchez De Luna d'Aragona"

Pasqualina Iavarone sa quello che vuole dalla sua pagina e senza nessuna ritrosia fa del suo linguaggio intimo, personale, individuale, l’unico veicolo di comunicazione verso gli altri.Cioè non si nasconde dietro una sciatta "lingua d’impatto" per trasferirci il suo sogno. Non avviene quasi mai che coloro che hanno il privilegio di trasfigurare la realtà mediante una propria chiave la mettano poi a disposizione di chi voglia investigare le radici della cultura nella loro essenza impenetrabile. Per raccontarci il mito di Atella e le origini di Sant’Arpino, ha lasciato che i fatti, i ricordi, la memoria, di cui è sempre impastata la letteratura, venissero senza la mediazione di un’altra forma, cercando anzi di avvicinarsi il più possibile al nocciolo originale seguendo la strada naturale del suo messaggio, antico, denso, profondo come il sentimento che avvicina lei e la sua sensibilità alle piccole cose che il sole ha sviluppato facendole diventare il bene di tutti. Qualunque altro mezzo, qualunque altro tentativo avrebbe distorto il loro significato, avrebbe modificato la loro forma cambiandone l’essenza. Probabilmente un altro linguaggio ci avrebbe privato anche del mistero che avvolge la storia di un centro antico e geloso delle sue umanissime – perciò divine - radici. Mi ha fatto quindi piacere ritrovare l’alito largo e suggestivo dei tempi in cui sono cresciuti il mito e la città. Non sfuggirà quindi a nessuno che l’Autrice decida di far concorrere alla nascita della comunità la cultura, la legge e lo spirito. Per ribadire che priva di queste universali qualità ogni speranza di convivenza è inutile. So che mi è stato dato il piacere di parlare di questo lavoro per antica amicizia, sia verso Sant’Arpino sia verso quel suo particolare cittadino che fu Luigi Compagnone.Tuttavia non posso trascurare l’aspetto carico di attenzione verso la crescita ‘culturale’, che muove i generosi promotori di queste iniziative.

     

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