PROLOCO SANT'ARPINO

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Uomini Illustri

NOTE STORICHE DI SANT'ARPINO

 

CAIO CELIO CENSORINO

Fu Consolare della Campania, ai tempi di Costantino il grande. Nell’anno 330 dell’E.V.
Egli ampliò ed abbellì la sua patria città. Ecco la iscirzione innalzatagli dai suoi concittadini atellani:


C. CAELIO. CENSORI.
NO V. C. PRAEF. CANDI
DATO CONS. CVR. VIAE
LATINAE CVR. REGIO. VII.
CVR. SPLENDIDAE. CAL
THAG. COMITI D. N.
COSTANTINI MAXIMI AVG
ET EXACTORI AVRI ET ARGENTI
PROVINCIARVM III. CONS. PRO
VINC. SICIL. CONS. CAMP. AVCTA
IN MELIVS CIVITATE SVA ET REFOR
MATA ORDO POPVLVSQVE ATELLANVS
L. D. S. C.


Questa iscrizione si trovava un tempo, in un gran piedistallo fabbricato appiè del Campanile di Grumo.

MELLONIA

È celebre nella storia, perché non avendo voluto concedere al vecchio Imperatore Tiberio, e fatta perciò falsamente accusare di adulterio, si privò un bacio bentosto della vita per non soffrire l’infamia.

 

GNEO MAGIO

Fu Meddistutico di Capua, vale a dire Sommo Magistrato, nel 540 di Roma.

 

SEBASTIANO MAGLIOLA
(1593 - 1665)

Parroco nato nel 1593. Sostenne il peso di questa Cura Parrocchiale per lo spazio di 46 anni, e morì nel 2 maggio 1665. Fu Dottore in Legge, socio e corrispondente dei Bollandisti ed amico dell’Augeri.

 

CARLO MAGLIOLA
(S. Arpino 1695 – 1760)


Nacque nel 1695 dal Dott. D. Tommaso e da D. Cecilia Giannettasio, e morì ai 26 di ottobre del 1760. Avvocato di grido, fu autore delle due celebratissime Memorie, tante volte citate, in difesa di Sant’Arpino: “DIFESA DELLA TERRA DI S. ARPINO E DI ALTRI CASALI ATELLANI CONTRO LE CITTA DI NAPOLI E AVERSA” (1755) e “CONTINUAZIONE DELLA DIFESA…..” (1757). Nella disputa con i due Colossi dell’epoca egli uscì vittorioso dando lustro alla sua terra natia.

MARCO DE SIMONE
( S. Arpino 1703 – Troia 1777)

E’ stato 58° Vescovo di Troia (Foggia) di cui ha retto il governo diocesano per 25 anni. E’ ricordato nella città pugliese per la sua carità di presule e per le opere che costruì nella diocesi. Nel 1754 abbellisce la Chiesa di S. Elpidio in S. Arpino a proprie spese e col contributo del fratello medico Antonio, costruendo l’altare maggiore e la balaustra in marmo stile barocco.

 

ORAZIO MAGLIOLA
(S. Arpino 1745 – 1829)


Vescovo di Acerra e S. Agata dei Goti. Fù ministro della Giunta dei Vescovi e Consigliere del Re Ferdinando IV.

 

ANTONIO DELLA ROSSA
(S. Arpino 1748 - ?)


Avvocato, partecipò alle vicende della Rivoluzione Napoletana del 1799 sulla sponda borbonica come Capo della Polizia e Ministro di Ferdinando IV. Prese parte al processo contro gli insorti assumendo una posizione favorevole per alcuni di essi (Luisa SANFELICE e Domenico FIORE).

VINCENZO DE MURO
(S. Arpino 1757 – 1811)

Abate, autore di numerose pubblicazioni a carattere scientifico. Fù direttore degli studi di lettere alla Scuola Militare Nunzitella. Come storiografo di Atella è ricordato per l’opera postuma “RICERCHE STORICHE E CRITICHE SULLA ORIGINE, LE VICENDE E LA ROVINA DI ATELLA ANTICA CITTA’ DELLA CAMPANIA” (1840).

ALFONSO GUARINO

Fu medico molto noto ed ascese alle vette della scienza medica.

LUIGI COMPAGNONE
(S.Arpino (1851 – 1923)

Famoso integerrimo Magistrato, fu 1° Presidente della Corte di Cassazione.
Nato il 16 1prile del 1851 e morto il 12 luglio 1923.

 

FRANCESCO PAOLO MAISTO
(1856 - ….)


Medico famoso, fu storico di Atella oltre che autore di numerose pubblicazioni tra le più importanti “Memorie Storico-Critiche sulla vita di S. Elpidio Vescovo Africano”.

VINCENZO LEGNANTE
(1897 – 1979)


Tra gli illustri personaggi di Sant’Arpino regna sovrana la figura di Vincenzo Legnante, medaglia d’oro del foro degli avvocati di Napoli, per oltre un decennio Sindaco di Sant’Arpino nonché storico dell’Antica Atella. Nato a Sant’Arpino nel 1897 e ivi defunto nel 1979, l’Avv. Vincenzo Legnante ha sempre amato ed è sempre stato legato alla sua terra.

Padre PASQUALE ZIELLO
(S. Arpino 1901 – Lecco 1976)


Appartenente all’Ordine del P.I.M.E., è stato una splendida figura di missionario cattolico in terra birmana per 46 anni, ricoprendo varie cariche ecclesiastiche nella diocesi di TOUNGOO e TAUNGYI. Perseguitato, con altri confratelli di fede, per lungo tempo, al suo operato si deve la conversione alla fede cristiana del colonnello birmano U. MAUNG MAUNG.

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